Una famiglia di calciatori e allenatori
Il cordoglio di Tresigallo, il sindaco: ci stringiamo a Bebo, a Elisa e al nipotino
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SAN VITO. Giuseppina Bolognesi, 69 anni compiuti lo scorso 2 novembre, era molto conosciuta a Tresigallo. In particolare, la sua vita è stata legata a doppio filo con il calcio dilettantistico.
Il fratello, infatti, era quel “Cicci” Bolognesi, prima ottimo calciatore a Tresigallo, poi apprezzato allenatore, specialmente a livello di settore giovanile (Centese negli anni in cui la società partecipava ai campionati professionistici, Porta Mare e Copparese con diversi titoli vinti), morto ormai da diversi anni a causa di una malattia. Il marito di Giuseppina è invece Alberto “Bebo” Braga, a sua volta calciatore per anni (era un mediano che ha militato a lungo nella Tresigallese, ma anche in squadre del Rodigino e nel Mesola), poi a sua volta negli anni ’80 allenatore nella società del suo paese (presidente era Gianni Bolognesi, che non è parente di Giuseppina), per breve tempo in prima squadra ma più a lungo nel settore giovanile.
Appena saputa la tragica notizia, nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato anche il cordoglio dell’amministrazione comunale, «Ci stringiamo attorno all’amato “Bebo”, alla figlia Elisa e al nipotino per questa tragedia» le poche parole commosse arrivate dal sindaco Andrea Brancaleoni, il quale nel suo brillante passato di calciatore ha avuto proprio “Bebo” come tecnico.
Giuseppina era donna molto attiva, non solo per quanto faceva nella casa dove viveva con il marito (in via Romita 5) ma, soprattutto, per l’impegno di nonna a tempo pieno, nonostante la figlia Elisa di 45 anni viva con la famiglia a Bologna. E così tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, Giuseppina andava a Bologna per stare con l’amato nipotino. Giuseppina stava appunto tornando a casa, quando ha trovato la morte sulla provinciale 68 che tante volte aveva percorso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il fratello, infatti, era quel “Cicci” Bolognesi, prima ottimo calciatore a Tresigallo, poi apprezzato allenatore, specialmente a livello di settore giovanile (Centese negli anni in cui la società partecipava ai campionati professionistici, Porta Mare e Copparese con diversi titoli vinti), morto ormai da diversi anni a causa di una malattia. Il marito di Giuseppina è invece Alberto “Bebo” Braga, a sua volta calciatore per anni (era un mediano che ha militato a lungo nella Tresigallese, ma anche in squadre del Rodigino e nel Mesola), poi a sua volta negli anni ’80 allenatore nella società del suo paese (presidente era Gianni Bolognesi, che non è parente di Giuseppina), per breve tempo in prima squadra ma più a lungo nel settore giovanile.
Appena saputa la tragica notizia, nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato anche il cordoglio dell’amministrazione comunale, «Ci stringiamo attorno all’amato “Bebo”, alla figlia Elisa e al nipotino per questa tragedia» le poche parole commosse arrivate dal sindaco Andrea Brancaleoni, il quale nel suo brillante passato di calciatore ha avuto proprio “Bebo” come tecnico.
Giuseppina era donna molto attiva, non solo per quanto faceva nella casa dove viveva con il marito (in via Romita 5) ma, soprattutto, per l’impegno di nonna a tempo pieno, nonostante la figlia Elisa di 45 anni viva con la famiglia a Bologna. E così tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, Giuseppina andava a Bologna per stare con l’amato nipotino. Giuseppina stava appunto tornando a casa, quando ha trovato la morte sulla provinciale 68 che tante volte aveva percorso.
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