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«E da noi il lavoro c’è, poca voglia di lavorare»

«E da noi il lavoro c’è, poca voglia di lavorare»

Il titolare della Iosco Cablaggi di Argenta sta aprendo una filiale: le scuole non insegnano l’educazione

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Altra realtà che unisce (anzi univa) il mondo del lavoro al calcio è la Iosco Cablaggi, partita come piccola azienda artigiana nel 1997 a Portomaggiore, allargatasi negli anni fino a trasferire la parte di produzione (per telecomunicazioni e apparecchiature elettroniche) ad Argenta (nel 2014) ma con una ulteriore espansione in previsione per passare dagli attuali 50 dipendenti ad oltre 60, aprendo anche una nuova sede. Fondatore e titolare dell’azienda è Giambattista Iosco, il cui legame col calcio è iniziato con quello giocato e poi passato dall’altra parte della scrivania, diventando (fino a un anno fa) il presidente della Portuense. «Le cose vanno bene - racconta -, anzi, le commesse sono troppe, per l’attuale forza di lavoro devo rinunciare, motivo per il quale il prossimo 7 gennaio aprirò una piccola sede a Potenza, la mia città di origine con mio fratello (ingegnere in telecomunicazioni, ndr) che si occuperà della gestione. All’inizio là ci saranno 5-6 dipendenti per occuparsi dei lavori che non riusciamo a svolgere qui ma, ripeto, ho necessità di persone anche ad Argenta».

Ma come, si parla tanto dell’assenza di lavoro e voi non trovate dipendenti? «Il problema è che cerco periti elettronici o elettrotecnici, maschi o femmine non importa, basta che abbiano voglia di lavorare e basi di elettronica. Lavorare è importante, qui siamo operativi anche il sabato e a volte la domenica, rispondiamo alle esigenze 24 ore su 24, purtroppo però non tutti sono disposti a farlo anche se pago ogni minuto di straordinario. Purtroppo ho dipendenti che regolarmente sono malati il venerdì o il lunedì e, mi spiace dirlo, ad approfittarsene sono sopratutto gli italiani. E le domande per lavorare non mancano, ma vedo situazioni assurde, da 25enni accompagnati dai genitori, a persone che prima preferiscono finire la cassa integrazione, fino a giovani che si presentano con abbigliamento da discoteca: qui si lavora, servono educazione e rispetto. Forse nelle scuole per facilitare l’inserimento al lavoro si dovrebbe anche insegnare a vivere e fare vero inserimento».

La crescita di commesse per la Iosco Cablaggi è legata ai nuovi mercati in espansione, l’elettromedicale e le telecomunicazioni, oltre a contratti con i cantieri navali: «Ho sempre avuto spirito imprenditoriale - dice il titolare -, anche quando ero cameriere, per questo penso che in ogni settore sia importante guardare sempre al futuro».

Per info: mail a qualita@cablaggi-iosco.it (d.b.)

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