Felloni: «Sui negozianti una tassazione alienante»
di Marcello Pulidori
Duro affondo del presidente dell’Ascom sulla chiusura di marchi storici in città «Il Comune pensi ad abbassare i tributi locali». Ristorazione e turismo reggono
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Iniziare dalle tasse locali, possibilmente riducendone il peso sui negozianti e tutti gli imprenditori del commercio. Giulio Felloni, presidente dell’Ascom l’associazione dei commercianti di Ferrara, ha pronta una idea su come rivitalizzare il settore. Basta interpellare il presidente dell’Ascom di Ferrara, e le riflessioni arrivano immediate. Lo spunto è la imminente chiusura dello storico marchio Coin, chiusura annunciata con tanto di cartelli nell’altrettanto storico “magazzino” di Via Cortevecchia. Quando c’è odore di chiusure, l’interesse diventa generale, e con l’interesse anche la preoccupazione che, non soltanto a Ferrara bensì su scala nazionale, riguarda uno dei settori vitali della nostra economia. «La situazione del commercio in centro? Presenta numerose problematiche - dice subito, senza tentennamenti, Felloni - , e certo è una situazione di non facile soluzione. Se da una parte il turismo e la ristorazione sono settori ancora trainanti - prosegue il presidente dell’Ascom - dall’altra ci sono settori che mostrano segnali evidenti di sofferenza, penso all’abbigliamento ma ve ne sono altri». Colpa anche delle vendite fatte al computer, cioè dell’imperante commercio informatico? «C’è senza dubbio anche questo aspetto da tenere in conto - replica il numero 1 dell’Ascom di Ferrara - , la vendita online è diventata devastante, da questo punto di vista». Ma perché assistiamo alla chiusura di grandi marchi (come Coin) che dovrebbero, almeno all’apparenza, essere i più forti in caso di tempesta? «Perché - risponde Felloni - la crisi che molti assicurano essere passata, in effetti non è ancora del tutto terminata. Lo dicono i numeri e i dati più analitici che riceviamo». Fino a qualche mese fa la tassazione era un’altra delle grandi problematiche che i commercianti si trovavano a dover risolvere. E a sentire Felloni è ancora così: «Guardi - spiega ancora il presidente Ascom Ferrara - , se posso dirla come è in effetti, la tassazione nel nostro settore è alienante - misura le parole Felloni - ; nel nostro Paese, e anche a Ferrara, siamo di fronte a tributi, locali e nazionali, assolutamente devastanti per la economia di un commerciante e della sua famiglia. Mi riferisco, in particolare, alla tassa sull’occupazione di aree pubbliche, e anche ad altre, che vanno assolutamente riviste. Questo è un compito che dovrebbe svolgere un’Amministrazione Comunale che ha a cuore i problemi della città e del commercio». La proposta al Comune di Ferrara? Quella di cercare, il più possibile, di tenere basse le tasse a livello locale. Altrimenti il rischio è veramente quello di impoverire il tessuto economico-sociale di tutta la città». Un problema che, Felloni non lo nasconde, è un problema nazionale, e non certo solo di Ferrara: «Nella maniera più assoluta - conferma il primo dirigente Ascom - , dirò di più: marchi come Coin, che sono di fascia media, hanno seguito la stessa scelta di chiudere fatta a Ferrara; parlo, ad esempio, a Milano dove è stata chiusa la sede di Coin di Piazzale Loreto». E poi, sempre dalle parole del leader dei commercianti ferraresi, viene una nota che potrebbe definirsi fisiologica: «Ferrara paga anche alcuni dislivelli nei confronti di altre città: Ferrara non ha una strada che raggruppa, ad esempio, i grandi marchi, quelli di altissimo livello - dice ancora Felloni - , e da questo punto manca di capacità vera di attrarre imprenditori del settore, di fungere da calamita per potenziali clienti. Gli esempi? Padova, che ha un centro storico dove tu trovi i grandi marchi, per non parlare di Bologna. Ferrara da questo punto di vista è tagliata fuori», sono sempre parole di Felloni.
Capitolo sicurezza. Si può fare meglio e di più anche da questo angolo di osservazione? «Sicuramente sì - conclude Felloni - proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo partecipato ad un incontro che grazie ai collegamenti di nuova generazione ci ha consentito di seguire riflessioni importantissime». Degrado sempre dietro l’angolo: «Esatto, con conseguenze molto gravi: quando lasci un vuoto, lì purtroppo può innestarsi più facilmente il cancro del degrado».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Capitolo sicurezza. Si può fare meglio e di più anche da questo angolo di osservazione? «Sicuramente sì - conclude Felloni - proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo partecipato ad un incontro che grazie ai collegamenti di nuova generazione ci ha consentito di seguire riflessioni importantissime». Degrado sempre dietro l’angolo: «Esatto, con conseguenze molto gravi: quando lasci un vuoto, lì purtroppo può innestarsi più facilmente il cancro del degrado».
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