Il settore dei camper nuova frontiera per la Vetroresina
di Davide Bonesi
All’azienda di Masi San Giacomo previste circa 20 assunzioni Colombarini: il mercato va, avremo 4 linee produttive in più
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Dici Vetroresina e pensi immediatamente alla Spal, d’altronde la famiglia Colombarini accompagna il presidente biancazzurro Walter Mattioli dai tempi della Giacomense e non quella in serie C, quella che dominava i campionati dilettantistici. Una storia incredibile - quella della Spal - che abbiamo raccontato tante volte, un presidente partito dalla Terza categoria e arrivato alla Lega Pro, poi il cambio di denominazione societaria e la nuova corsa fino all’attuale serie A.
Ma a correre non è solo la Spal, perché la Vetroresina nel giro di pochi mesi passerà dagli attuali 130 dipendenti a circa 150, senza dimenticare le sedi attive all’estero. Da pochi giorni sono terminati i lavori esterni al nuovo stabilimento - che si trova sempre in via Portuense a Masi San Giacomo -, mentre procedono spediti tutti i collegamenti, per arrivare a realizzare 4 nuove linee produttive, per le quali serviranno tra i 15 ed i 20 nuovi operai.
«L’idea è partita un anno e mezza circa - ci spiega Simone Colombarini -, una volta ricevute le autorizzazione abbiamo rifatto ex novo il capannone di un’azienda agricola confinante con noi, andato a fuoco nel 2006, motivo per il quale decisero di fermare l’attività. In pratica, in questo nuovo stabilimento saranno inserite quattro nuove linee produttive, con accorgimenti tecnologici che prima metteremo a punto qui, poi gradualmente li andremo ad introdurre anche nelle altre linee produttive. Alla fine l’obiettivo è avere un aumento del 20% della capacità produttiva».
I primi assunti saranno magazzinieri e addetti allo stoccaggio delle materie prime, i quali inizieranno già a lavorare nei primi mesi del nuovo anno. Nella struttura centrale, invece, andranno le 4 linee produttive con le uscite di sicurezza al centro del capannone, «perché queste linee sono lunghe 120 metri, il doppio delle nostre vecchie. Inoltre, sarà presente un reparto tecnico per la lavorazione finale del prodotto in vetroresina, che avrà una maggiore automazione rispetto al passato».
Quando sul nostro quotidiano è uscito l’annuncio di nuove assunzioni in Vetroresina, qualche lettore della Nuova Ferrara versione online ha commentato che l’azienda masese non assume donne. È vero? «No, perché nei nostri uffici ed in laboratorio in prevalenza lavorano donne. Nel reparto produttivo, in effetti, fino ad oggi abbiamo assunto solo uomini, ma non è certo un nostro must. Se sono arrivate domande? Tantissime, la voce in zona si era già sparsa prima dell’articolo, dopo quest’ultimo sono arrivate diverse richieste da tutta la provincia e qualcuna anche dal Bolognese, sono poche invece quelle dal Comune di Masi Torello, perché fortunatamente tra noi e la Tollok (con sede in viale Adriatico a Masi, ndr) nel territorio il lavoro non manca».
Insomma, la crisi si può dire superata? «Per noi e non solo per noi gli anni peggiori sono stati nel 2008 e 2009, ora il mercato si è un po’ ripreso, la crescita è lenta ma c’è. Per noi sta andando bene il settore dei camper, non tanto per nuove immatricolazioni, ma perché si sta utilizzando la vetroresina nell’allestimento degli interni. A tirare è soprattutto il mercato europeo, nel quale oltre a noi ci sono quattro grosse aziende nel continente, in Italia una sola grande e poi tanti piccoli produttori».
E il mercato estero? «È lo stesso discorso, in tutti gli Stati Uniti ci sono due grossi produttori, per questo abbiamo deciso di espanderci là, così come in Brasile c’è poca concorrenza in questo settore».
Attualmente in Brasile la Vetroresina ha 16 dipendenti, un’altra ventina nell’Idaho, ma a parte questi due stabilimenti che coprono il mercato sudamericano, tutto il resto della domanda di laminati viene soddisfatto dall’azienda di Masi San Giacomo, fondata da Francesco (papà di Luca e appunto Simone), che ha ridotto l’impegno ma non del tutto: «Papà viene ancora, un’occhiata a noi la dà sempre...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma a correre non è solo la Spal, perché la Vetroresina nel giro di pochi mesi passerà dagli attuali 130 dipendenti a circa 150, senza dimenticare le sedi attive all’estero. Da pochi giorni sono terminati i lavori esterni al nuovo stabilimento - che si trova sempre in via Portuense a Masi San Giacomo -, mentre procedono spediti tutti i collegamenti, per arrivare a realizzare 4 nuove linee produttive, per le quali serviranno tra i 15 ed i 20 nuovi operai.
«L’idea è partita un anno e mezza circa - ci spiega Simone Colombarini -, una volta ricevute le autorizzazione abbiamo rifatto ex novo il capannone di un’azienda agricola confinante con noi, andato a fuoco nel 2006, motivo per il quale decisero di fermare l’attività. In pratica, in questo nuovo stabilimento saranno inserite quattro nuove linee produttive, con accorgimenti tecnologici che prima metteremo a punto qui, poi gradualmente li andremo ad introdurre anche nelle altre linee produttive. Alla fine l’obiettivo è avere un aumento del 20% della capacità produttiva».
I primi assunti saranno magazzinieri e addetti allo stoccaggio delle materie prime, i quali inizieranno già a lavorare nei primi mesi del nuovo anno. Nella struttura centrale, invece, andranno le 4 linee produttive con le uscite di sicurezza al centro del capannone, «perché queste linee sono lunghe 120 metri, il doppio delle nostre vecchie. Inoltre, sarà presente un reparto tecnico per la lavorazione finale del prodotto in vetroresina, che avrà una maggiore automazione rispetto al passato».
Quando sul nostro quotidiano è uscito l’annuncio di nuove assunzioni in Vetroresina, qualche lettore della Nuova Ferrara versione online ha commentato che l’azienda masese non assume donne. È vero? «No, perché nei nostri uffici ed in laboratorio in prevalenza lavorano donne. Nel reparto produttivo, in effetti, fino ad oggi abbiamo assunto solo uomini, ma non è certo un nostro must. Se sono arrivate domande? Tantissime, la voce in zona si era già sparsa prima dell’articolo, dopo quest’ultimo sono arrivate diverse richieste da tutta la provincia e qualcuna anche dal Bolognese, sono poche invece quelle dal Comune di Masi Torello, perché fortunatamente tra noi e la Tollok (con sede in viale Adriatico a Masi, ndr) nel territorio il lavoro non manca».
Insomma, la crisi si può dire superata? «Per noi e non solo per noi gli anni peggiori sono stati nel 2008 e 2009, ora il mercato si è un po’ ripreso, la crescita è lenta ma c’è. Per noi sta andando bene il settore dei camper, non tanto per nuove immatricolazioni, ma perché si sta utilizzando la vetroresina nell’allestimento degli interni. A tirare è soprattutto il mercato europeo, nel quale oltre a noi ci sono quattro grosse aziende nel continente, in Italia una sola grande e poi tanti piccoli produttori».
E il mercato estero? «È lo stesso discorso, in tutti gli Stati Uniti ci sono due grossi produttori, per questo abbiamo deciso di espanderci là, così come in Brasile c’è poca concorrenza in questo settore».
Attualmente in Brasile la Vetroresina ha 16 dipendenti, un’altra ventina nell’Idaho, ma a parte questi due stabilimenti che coprono il mercato sudamericano, tutto il resto della domanda di laminati viene soddisfatto dall’azienda di Masi San Giacomo, fondata da Francesco (papà di Luca e appunto Simone), che ha ridotto l’impegno ma non del tutto: «Papà viene ancora, un’occhiata a noi la dà sempre...».
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