Ogni anno in provincia 25 nuovi casi di Aids
La malattia è tutt’altro che sconfitta, ma la mortalità è in calo Programma di iniziative in città per sensibilizzare i giovani
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Nonostante se ne parli sempre meno, l’Aids è tutt’altro che sconfitta. Vero che la mortalità è in calo grazie alle terapie applicate su chi è in stato conclamato di malattia, tuttavia i sieropositivi aumentano. Ogni anno nella nostra provincia sono tra i 20 e i 25 i nuovi casi di infezione da virus Hiv, un dato stabile.
«Significa che su informazione e prevenzione non stiamo facendo abbastanza», dice il vicesindaco Massimo Maisto. Peraltro a Ferrara c’è una collaborazione tra istituzioni (Comune, Unife e le due aziende sanitarie) e associazioni tra le più avanzate d’Italia, come si nota per le azioni organizzate in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids.
L’1 dicembre, quando alla mattina in Sala Boldini si terrà un incontro rivolto ai ragazzi, è solo un punto di partenza perché le iniziative attraverseranno più date. Sotto il Volto del Cavallo, nell’atrio dell’ospedale di Cona e sulla facciata di Economia sono già esposti degli striscioni che resteranno appesi fino al 7 dicembre. Nelle farmacie private aderenti a Federfarma e in quelle pubbliche ci si potrà sottoporre a un test salivare, gratuitamente e senza prescrizione medica, in totale privacy; iniziativa proposta anche nella sede di via Ripagrande di Circomassimo Arcigay e Arcilesbica nel pomeriggio dell’1, serata in cui invece nei circoli Arci Bolognesi, Renfe e Black Star verranno distribuiti profilattici e materiale informativo.
Sabato 2 dicembre alle 21 in Sala Estense è previsto lo spettacolo teatrale “Tango, Monsieur” il cui ricavato andrà alle campagne di sensibilizzazione, cui partecipano in città anche Avis e Uisp. Tornando ai dati, risulta che il 76,9% dei nuovi sieropositivi è maschio (sia eterosessuale che omosessuale), la fascia d'età più colpita è quella tra i 25 e i 29 anni, mentre la maggioranza delle infezioni è attribuibile a rapporti non protetti. «È importante una diagnosi precoce», sottolineano i responsabili di Asl e Sant’ Anna. E quest’anno l'attenzione va anche al contrasto alla discriminazione che colpisce le persone affette da Hiv, uno stigma che alimenta un clima di silenzio, rendendo l’argomento un tabù.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Significa che su informazione e prevenzione non stiamo facendo abbastanza», dice il vicesindaco Massimo Maisto. Peraltro a Ferrara c’è una collaborazione tra istituzioni (Comune, Unife e le due aziende sanitarie) e associazioni tra le più avanzate d’Italia, come si nota per le azioni organizzate in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids.
L’1 dicembre, quando alla mattina in Sala Boldini si terrà un incontro rivolto ai ragazzi, è solo un punto di partenza perché le iniziative attraverseranno più date. Sotto il Volto del Cavallo, nell’atrio dell’ospedale di Cona e sulla facciata di Economia sono già esposti degli striscioni che resteranno appesi fino al 7 dicembre. Nelle farmacie private aderenti a Federfarma e in quelle pubbliche ci si potrà sottoporre a un test salivare, gratuitamente e senza prescrizione medica, in totale privacy; iniziativa proposta anche nella sede di via Ripagrande di Circomassimo Arcigay e Arcilesbica nel pomeriggio dell’1, serata in cui invece nei circoli Arci Bolognesi, Renfe e Black Star verranno distribuiti profilattici e materiale informativo.
Sabato 2 dicembre alle 21 in Sala Estense è previsto lo spettacolo teatrale “Tango, Monsieur” il cui ricavato andrà alle campagne di sensibilizzazione, cui partecipano in città anche Avis e Uisp. Tornando ai dati, risulta che il 76,9% dei nuovi sieropositivi è maschio (sia eterosessuale che omosessuale), la fascia d'età più colpita è quella tra i 25 e i 29 anni, mentre la maggioranza delle infezioni è attribuibile a rapporti non protetti. «È importante una diagnosi precoce», sottolineano i responsabili di Asl e Sant’ Anna. E quest’anno l'attenzione va anche al contrasto alla discriminazione che colpisce le persone affette da Hiv, uno stigma che alimenta un clima di silenzio, rendendo l’argomento un tabù.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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