Pronto Soccorso più rapido La Regione detta le linee
L’assessore regionale Venturi: piani operativi per far fronte al sovraffollamento «L’obiettivo è quello di garantire un percorso sempre più tempestivo di accesso»
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Piani operativi per far fronte al sovraffollamento, con la definizione di indicatori e soglie di criticità uniformi per tutta la regione, e individuazione di specifiche strategie organizzative che coinvolgano l’intera struttura ospedaliera.
Anche attraverso la funzione di Bed Management, ovvero di un team dirigenziale che gestisca le problematiche relative al posto letto. O, ancora, attraverso il potenziamento delle attività di consulenza e diagnostica in emergenza; l’attivazione di ricoveri con letti aggiuntivi; sistemi di rafforzamento del personale medico e infermieristico in situazioni particolarmente critiche.
È, in estrema sintesi, quanto prevedono le linee di indirizzo - approvate con una delibera dalla Giunta regionale - alle aziende sanitarie per la gestione del sovraffollamento nelle strutture di Pronto Soccorso dell’Emilia-Romagna.
«L’obiettivo è quello di garantire un percorso sempre più efficace e tempestivo di accesso, cura e ricovero per la gestione dei picchi di afflusso nei Pronto Soccorso- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Con questo documento indichiamo alle Aziende una serie di azioni da adottare in relazione al livello di criticità dell’affollamento, per snellire e velocizzare le fasi di ingresso, transito e uscita del paziente dal sistema di emergenza-urgenza. Spetterà poi alle Aziende- aggiunge l’assessore- mettere a punto piani specifici, anche sulla base del proprio contesto organizzativo e sull’esempio di azioni già sperimentate con efficacia in altre realtà. Stiamo parlando di un fenomeno che condiziona la qualità dell’offerta sanitaria, sia per i pazienti sia per gli operatori, e coinvolge non solo la struttura del Pronto Soccorso, ma l’intero ospedale. Per questo è necessario lavorare in un’ottica complessiva, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili. Senza dimenticare- chiude Venturi- il problema dell’accesso, non sempre appropriato, al Pronto soccorso, che in tanti casi potrebbe essere sostituito invece dalle Case della salute, strutture nate e rafforzate proprio con l’obiettivo di portare l’assistenza il più vicino possibile ai cittadini».
Le linee di indirizzo stabiliscono che le direzioni cui fanno capo i servizi di Pronto Soccorso delle aziende sanitarie provvedano a redigere e applicare piani per la gestione del sovraffollamento, con l’individuazione di indicatori per la corretta rilevazione del fenomeno e la definizione delle relative soglie di criticità e di modalità di risposta tempestive, proporzionate ai livelli di criticità rilevata. Le modalità di “misurazione” del sovraffollamento devono essere uniformi in tutti i Pronto Soccorso regionali e consentire alle Direzioni di tenere sotto controllo in ogni momento la situazione per intervenire tempestivamente; pertanto è previsto che i programmi informatici di Pronto Soccorso siano adeguati per raccogliere tutti i dati necessari.
Le linee di indirizzo regionali indicano alle Aziende le azioni più efficaci in relazione al livello di criticità dell’affollamento, ma spetterà alle Direzioni applicare prioritariamente le più appropriate al proprio contesto, affiancando alle soluzioni già attive quelle che si sono dimostrate particolarmente efficaci in altre realtà. Quando in Pronto Soccorso è presente un elevato numero di pazienti ma ancora gestibile con le normali risorse interne, le azioni indicate sono, ad esempio: l’aumento delle attività di consulenza e diagnostica in emergenza; o, per favorire l’uscita dei pazienti che necessitano di ricovero, l’attivazione di ricoveri “sovrannumerari” all’interno dei reparti (cioè con letti aggiuntivi, se le condizioni strutturali lo consentono). In caso di situazioni di affollamento ancora più consistente possono essere previsti sistemi di “rinforzo” del personale medico e infermieristico e, per quanto riguarda i posti letto, è possibile una riduzione dei ricoveri programmati o non urgenti per un intervallo di tempo rapportato alla “severità” del sovraffollamento.
Anche attraverso la funzione di Bed Management, ovvero di un team dirigenziale che gestisca le problematiche relative al posto letto. O, ancora, attraverso il potenziamento delle attività di consulenza e diagnostica in emergenza; l’attivazione di ricoveri con letti aggiuntivi; sistemi di rafforzamento del personale medico e infermieristico in situazioni particolarmente critiche.
È, in estrema sintesi, quanto prevedono le linee di indirizzo - approvate con una delibera dalla Giunta regionale - alle aziende sanitarie per la gestione del sovraffollamento nelle strutture di Pronto Soccorso dell’Emilia-Romagna.
«L’obiettivo è quello di garantire un percorso sempre più efficace e tempestivo di accesso, cura e ricovero per la gestione dei picchi di afflusso nei Pronto Soccorso- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Con questo documento indichiamo alle Aziende una serie di azioni da adottare in relazione al livello di criticità dell’affollamento, per snellire e velocizzare le fasi di ingresso, transito e uscita del paziente dal sistema di emergenza-urgenza. Spetterà poi alle Aziende- aggiunge l’assessore- mettere a punto piani specifici, anche sulla base del proprio contesto organizzativo e sull’esempio di azioni già sperimentate con efficacia in altre realtà. Stiamo parlando di un fenomeno che condiziona la qualità dell’offerta sanitaria, sia per i pazienti sia per gli operatori, e coinvolge non solo la struttura del Pronto Soccorso, ma l’intero ospedale. Per questo è necessario lavorare in un’ottica complessiva, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili. Senza dimenticare- chiude Venturi- il problema dell’accesso, non sempre appropriato, al Pronto soccorso, che in tanti casi potrebbe essere sostituito invece dalle Case della salute, strutture nate e rafforzate proprio con l’obiettivo di portare l’assistenza il più vicino possibile ai cittadini».
Le linee di indirizzo stabiliscono che le direzioni cui fanno capo i servizi di Pronto Soccorso delle aziende sanitarie provvedano a redigere e applicare piani per la gestione del sovraffollamento, con l’individuazione di indicatori per la corretta rilevazione del fenomeno e la definizione delle relative soglie di criticità e di modalità di risposta tempestive, proporzionate ai livelli di criticità rilevata. Le modalità di “misurazione” del sovraffollamento devono essere uniformi in tutti i Pronto Soccorso regionali e consentire alle Direzioni di tenere sotto controllo in ogni momento la situazione per intervenire tempestivamente; pertanto è previsto che i programmi informatici di Pronto Soccorso siano adeguati per raccogliere tutti i dati necessari.
Le linee di indirizzo regionali indicano alle Aziende le azioni più efficaci in relazione al livello di criticità dell’affollamento, ma spetterà alle Direzioni applicare prioritariamente le più appropriate al proprio contesto, affiancando alle soluzioni già attive quelle che si sono dimostrate particolarmente efficaci in altre realtà. Quando in Pronto Soccorso è presente un elevato numero di pazienti ma ancora gestibile con le normali risorse interne, le azioni indicate sono, ad esempio: l’aumento delle attività di consulenza e diagnostica in emergenza; o, per favorire l’uscita dei pazienti che necessitano di ricovero, l’attivazione di ricoveri “sovrannumerari” all’interno dei reparti (cioè con letti aggiuntivi, se le condizioni strutturali lo consentono). In caso di situazioni di affollamento ancora più consistente possono essere previsti sistemi di “rinforzo” del personale medico e infermieristico e, per quanto riguarda i posti letto, è possibile una riduzione dei ricoveri programmati o non urgenti per un intervallo di tempo rapportato alla “severità” del sovraffollamento.
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