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«Si viva ogni giorno con la stessa sete di vita di Nicola»

«Si viva ogni giorno con la stessa sete di vita di Nicola»

San Giuseppe, una folla numerosissima per l’ultimo saluto Le parole della madre dall’altare: «Vi voglio bene tutti» 

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SAN GIUSEPPE DI COMACCHIO. «A settembre siamo andati insieme a Piacenza a promuovere le anguille, al ritorno ci siamo fermati al ristorante e abbiamo parlato di donne, di bellezza e dell'eternità. Sabato avremmo dovuto essere insieme a Verona a ritirare il premio per il Bene Comune, che ci hanno assegnato. Lo ritirerò io, anche per te, e so che tu ci sarai, so che tu ci sei, in un modo nuovo, ma sei con noi, perchè il bene o è per sempre, o la vita non ha senso». Alessandro Menegatti, presidente della cooperativa sociale Work and Services nella chiesa di San Giuseppe gremita all'inverosimile, ha toccato il cuore di tutti ricordando, al termine delle esequie funebri, il suo dipendente ed amico Nicola Pappi, deceduto martedì scorso in un incidente stradale a Lagosanto. La chiesa della frazione comacchiese non ha potuto contenere la folla numerosissima, che ha voluto unirsi al dolore di Ercole e Rossella, genitori del 31enne scomparso, degli amici, parenti e colleghi della cooperativa, i quali hanno sospeso le attività di lavorazione delle anguille nella Manifattura dei Marinati, proprio per partecipare al lutto. La mamma Rossella, tenendo per mano il marito Ercole, ha accarezzato amorevolmente la bara sovrastata da due cuscini di rose bianche e da un'immagine radiosa di Nicola, impegnato in una gara podistica. Al termine dei funerali la mamma di Nicola ha trovato la forza per ringraziare tutti al microfono, esortando «gli amici di Ravenna, del calcetto, quelli d'infanzia di San Giuseppe a ricordare sempre il mio matto, come lo chiamavo affettuosamente io. Vi voglio tanto bene a tutti»- ha concluso mamma Rossella tra le lacrime-. L'omelia di don Alessandro Guerinoni, parroco di San Giuseppe, è stata incentrata sul mistero e i patimenti della Croce. «Quando non trovate più nessuna risposta - ha sottolineato don Alessandro -, rivolgetevi a Dio con il nome di Padre, come ha fatto Gesù. E' in questi momenti di smarrimento, in cui non c'è parola per spiegare o consolare, se non affidarci a Dio, come ha fatto Gesù sulla croce. Questa famiglia - ha aggiunto don Alessandro -, non deve portare la croce da sola. Stiamo svegli, siamo una sola comunità, non solo per offrire la nostra amicizia, ma anche per innalzare la nostra preghiera e condividere questa croce con questa famiglia». Lacrime ed applausi, anche dal sagrato della chiesa, da parte di chi non aveva trovato un varco per accedervi, hanno scandito la funzione funebre. Presenti tra la folla anche la giunta e il presidente del Consiglio comunale e tutti i colleghi della cooperativa sociale Work and Services. «Aiutiamoci a far memoria che il nostro cuore è fatto per l'eternità - ha ricordato Alessandro Menegatti - e chiediamo di vivere ogni giorno con la stessa sete di vita che Nicola ci ha testimoniato».

Katia Romagnoli

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