Il cane finito in clinica
«Kelly non è stata avvelenata» Rientra l’allarme, non la paura
Rientra l’allarme delle esche avvelenate contro i cani, resta la preoccupazione nella zona di via Renata di Francia. Perchè nelle polpette che a fine ottobre un cane, Kelly, una weimaraner di 20 mesi,...
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Rientra l’allarme delle esche avvelenate contro i cani, resta la preoccupazione nella zona di via Renata di Francia. Perchè nelle polpette che a fine ottobre un cane, Kelly, una weimaraner di 20 mesi, aveva mangiato, finendo poi in emergenza dal veterinario, non c’era veleno o almeno quelle repertate dai laboratori. Niente stricnina, niente topicidi, nè pesticidi, dunque.
E’ il padrone di Kelly, Raffaele Zecchi, dopo averlo lanciato, a smorzare l’allarme. Ma a metter in campo i dubbi che restano sul fatto, le presunte esche trovate nel suo parco privato in via Girolano da Carpi e sugli altri che si erano ripetuti nella zona, nei giardini pubblici di via Renata di Francia. «Sì, non c’erano tracce di tossicità nelle polpette trovate a terra e analizzate: ma ci sembra strano. Vorremmo capire cosa è successo e chissà: poichè ci dicono, potrebbe essere una sorta di avvertimento. Non lo sappiamo, visto che chi ha posato le polpette a terra a 20 metri dalla recinzione, non le ha lanciate ma è entrato nel parco violando l’accesso di un’area privata». Ma almeno, riflette Zecchi, far rumore su questo caso e sugli altri del parco pubblico di via Renata di Francia (anche qui erano stati segnalati bocconi avvelenati), è servito per creare più attenzione, tanto che tutti i proprietari di cani della zona adesso sono più guardinghi, anche sulla presenza di eventuali sospetti in giro.
«Noi? - aggiungeva Zecchi - Noi ora metteremo telecamere per evitare altri problemi, ma ribadisco, i tanti proprietari di cani della zona nel negozio - Zecchi gestisce una attività di esercizio pubblico - non parlano d’altro. Forse questa maggiore attenzione assieme agli articoli pubblicati dalla Nuova Ferrara hanno funzionato da deterrente».
Visto che da allora non è più accaduto nulla: «nemmeno nel giardino pubblico qui attorno e forse chi ha lanciato questa roba in giro, perchè gli danno fastidio i cani, si è spaventato». E adesso, nonostante non vi siano nulla da segnalare o denunciare (chi ha posizionato le polpette nel parco è entrato, e ha commesso violazione di domicilio e poi non essendo stato riscontrato veleno) dai laboratori di analisi è stata inviata alla polizia la relazione finale. «Quello che possiamo dire chiudendo questo caso e l’allarme che avevamo lanciato - chiude Zecchi - è che comunque ora nella zona c’è molta più attenzione»: come dire, è avvisato chi è contro la presenza dei cani nella zona e potrebbe aver prodotto le esche.
E’ il padrone di Kelly, Raffaele Zecchi, dopo averlo lanciato, a smorzare l’allarme. Ma a metter in campo i dubbi che restano sul fatto, le presunte esche trovate nel suo parco privato in via Girolano da Carpi e sugli altri che si erano ripetuti nella zona, nei giardini pubblici di via Renata di Francia. «Sì, non c’erano tracce di tossicità nelle polpette trovate a terra e analizzate: ma ci sembra strano. Vorremmo capire cosa è successo e chissà: poichè ci dicono, potrebbe essere una sorta di avvertimento. Non lo sappiamo, visto che chi ha posato le polpette a terra a 20 metri dalla recinzione, non le ha lanciate ma è entrato nel parco violando l’accesso di un’area privata». Ma almeno, riflette Zecchi, far rumore su questo caso e sugli altri del parco pubblico di via Renata di Francia (anche qui erano stati segnalati bocconi avvelenati), è servito per creare più attenzione, tanto che tutti i proprietari di cani della zona adesso sono più guardinghi, anche sulla presenza di eventuali sospetti in giro.
«Noi? - aggiungeva Zecchi - Noi ora metteremo telecamere per evitare altri problemi, ma ribadisco, i tanti proprietari di cani della zona nel negozio - Zecchi gestisce una attività di esercizio pubblico - non parlano d’altro. Forse questa maggiore attenzione assieme agli articoli pubblicati dalla Nuova Ferrara hanno funzionato da deterrente».
Visto che da allora non è più accaduto nulla: «nemmeno nel giardino pubblico qui attorno e forse chi ha lanciato questa roba in giro, perchè gli danno fastidio i cani, si è spaventato». E adesso, nonostante non vi siano nulla da segnalare o denunciare (chi ha posizionato le polpette nel parco è entrato, e ha commesso violazione di domicilio e poi non essendo stato riscontrato veleno) dai laboratori di analisi è stata inviata alla polizia la relazione finale. «Quello che possiamo dire chiudendo questo caso e l’allarme che avevamo lanciato - chiude Zecchi - è che comunque ora nella zona c’è molta più attenzione»: come dire, è avvisato chi è contro la presenza dei cani nella zona e potrebbe aver prodotto le esche.
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