La pera ferrarese verso la Cina
Bruni (Cso) a Shanghai con la Regione: in fase conclusiva l’iter per le esportazioni
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L’ortofrutta made in Emilia Romagna cresce ed è protagonista a Shanghai, al salone Horti Cina, con il taglio del nastro di Macfrut Attraction China, la nuova fiera nata dall’alleanza tra Cesena Fiere e la spagnola Ifema. E tra i prodotti più in vista ci sono le pere ferraresi. La nuova piattaforma rappresenta un’opportunità importante in un Paese, il gigante asiatico, che costituisce un mercato strategico per il suo altissimo potenziale di sviluppo. «Siamo di fronte a un comparto leader dell’agroalimentare emiliano-romagnolo ed europeo che sta dimostrando - ha spiegato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, presente all’inaugurazione di Macfrut Attraction China nell’ambito della missione istituzionale di questi giorni nel Paese asiatico - la propria capacità di fare sistema dalla terra alla tavola. L’export rappresenta una voce sempre più importante per la nostra regione, ma oggi - ha concluso il numero uno della giunta emiliano-romagnola - per vincere sui mercati globali occorre saper fare squadra. Cesena Fiere lo sta facendo, come dimostra anche l’alleanza presentata sempre qui in Cina con Cibus Parma».
Presente a Shanghai anche il Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara, con il presidente Paolo Bruni: «Il Made in Italy ortofrutticolo è rappresentato in Cina, per ora, da kiwi e agrumi, ma stiamo già lavorando per aprire alle pere che sono un vero fiori all’occhiello della nostra frutticoltura. Abbiamo colto l’occasione di questa missione per presentare alle massime autorità del ministero dell’Agricoltura cinese un dossier dedicato alla pera, registrando grande interesse. Data l’elevata richiesta - ha concluso Bruni - ci auguriamo che, con un buon lavoro di squadra, si concluda il prima possibile l’iter di apertura del mercato e che anche i consumatori cinesi possano apprezzare le caratteristiche uniche delle diverse varietà di pera».
La prossima settimana ci sarà un secondo round per avere il via libera su alcune importanti questioni tecniche che aprirebbero davvero il mercato cinese alle nostre pere.
Presente a Shanghai anche il Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara, con il presidente Paolo Bruni: «Il Made in Italy ortofrutticolo è rappresentato in Cina, per ora, da kiwi e agrumi, ma stiamo già lavorando per aprire alle pere che sono un vero fiori all’occhiello della nostra frutticoltura. Abbiamo colto l’occasione di questa missione per presentare alle massime autorità del ministero dell’Agricoltura cinese un dossier dedicato alla pera, registrando grande interesse. Data l’elevata richiesta - ha concluso Bruni - ci auguriamo che, con un buon lavoro di squadra, si concluda il prima possibile l’iter di apertura del mercato e che anche i consumatori cinesi possano apprezzare le caratteristiche uniche delle diverse varietà di pera».
La prossima settimana ci sarà un secondo round per avere il via libera su alcune importanti questioni tecniche che aprirebbero davvero il mercato cinese alle nostre pere.
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