Muove i primi passi il progetto Vesta per giovani rifugiati
A Ferrara il progetto Vesta per l’accoglienza in famiglia di giovani immigrati, con un percorso già avviato nel sistema Sprar, è iniziato un mese fa. Alcune candidature sono già state raccolte e la...
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A Ferrara il progetto Vesta per l’accoglienza in famiglia di giovani immigrati, con un percorso già avviato nel sistema Sprar, è iniziato un mese fa. Alcune candidature sono già state raccolte e la coop Camelot conta di iniziare con l’inserimento nelle prime settimane di gennaio. Dopo aver debuttato nell’aprile 2016 a Bologna, il piano approda a Ferrara e il bando prevede la possibilità di accoglienza dei rifugiati all’interno di sette famiglie ferraresi. Si tratta di ragazzi neo maggiorenni, che hanno un minimo di indipendenza economica legata alla frequenza di tirocini e stage. I ragazzi frequentano la Città del Ragazzo, e l’accoglienza presso una famiglia prevede un periodo che varia dai 6 ai 9 mesi, e un contributo di 350 euro alla famiglia ospitante versato dal Comune. «Il progetto mira all’autonomia e all’integrazione del ragazzo - spiega Carlo De Los Rios, amministratore delegato di Camelot - perché la famiglia aiuta a migliorare la lingua italiana, anche se si tratta di ragazzi che l’italiano già lo conoscono. Inoltre la famiglia può essere un ponte verso il lavoro». La famiglia inoltre - sottolinea lo stesso De Los Rios - può «in qualsiasi momento decidere di interrompere il progetto». Vesta conta sull’impegno del Comune, di Camelot e delle famiglie, che hanno un ruolo centrale. Chi desidera candidarsi per accogliere temporaneamente un rifugiato può farlo compilando un format sulla piattaforma on line www.progettovesta.com, poi gli operatori faranno un colloquio a casa della famiglia richiedente e, in caso di esito positivo, si procederà con la formazione in cinque incontri. Nel frattempo, la cooperativa si attiverà affinché le famiglie possano conoscere i ragazzi gradualmente, prima di avviare il progetto di accoglienza. L’unica richiesta oggettiva fatta alle famiglie che desiderano ospitare è di avere una stanza per il beneficiario, in modo che sia garantita la sua privacy. (v.c.)
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