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Nuovo caso di spaccio per tre richiedenti asilo

Nuovo caso di spaccio per tre richiedenti asilo

Copparo, la marijuana trovata nella struttura di accoglienza gestita da Camelot La cooperativa si difende: «Chiesta l’espulsione. Noi facciamo controlli continui»

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COPPARO. Nuova denuncia per spaccio di droga a carico di richiedenti asilo (stavolta sono tre) ospitati in strutture gestite dalla cooperativa Camelot. Stavolta a finire nei guai sono tre immigrati che si trovano in una struttura di Copparo, denunciati in stato di libertà per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante la perquisizione domiciliare i militari della stazione copparese (supportati dal nucleo cinofili di Bologna) hanno rinvenuto 8 grammi di marijuana suddivisa in involucri per la vendita ed il materiale per il confezionamento (segnalato, inoltre, un cittadino nigeriano per il possesso di 0,2 grammi di marijuana).

E torna dunque ad emergere il problema di cosa fanno questi richiedenti asilo durante il tempo libero in tutto il territorio provinciale. Da parte di Camelot sono garantiti i controlli, di recente anche nella struttura in questione, senza che fosse stato trovato nulla di anomalo, poi martedì il rinvenimento dei militari per due dei richiedenti asilo ospitati. «Per entrambi da parte di Camelot è già stata chiesta ad Asp Ferrara la revoca dell’accoglienza - spiegano i vertici di Camelot in una nota -. Infatti, tutti i beneficiari dei progetti Cas di Asp Ferrara quando entrano nel progetto firmano un patto di accoglienza in cui viene esplicitato il divieto di possedere droga. Questo divieto viene ribadito all’entrata della struttura di Camelot e siglato con la firma del regolamento di convivenza all’interno delle strutture. La Camelot ha all’attivo un sistema di intervento per la prevenzione e il contrasto dell’illegalità, che applica a tutte le strutture di accoglienza. In particolare, in ottobre e novembre nella struttura in oggetto sono state realizzate due riunioni tenute dagli operatori per approfondire con i beneficiari quali siano le azioni illegali e quali le conseguenze negative per il loro iter di accoglienza e richiesta asilo. A seguito delle riunioni sono stati effettuati, da parte degli operatori, i controlli degli effetti personali degli accolti, che hanno dato in entrambi i casi esito negativo, l’ultimo il 10 novembre».

E adesso, ancora una volta, dopo la comunicazione ad Asp si attesnde la decisione della Prefettura per l’uscita dei denunciati dal programma di protezione. (d.b.)



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