Pericolo quota fissa per i condomini Asl incubo dei bar
Maxi-bollette “collettive”, rischio-ispezioni per gli esercenti I commercianti: stanchi di non avere risposte, ora le tariffe
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Cominciano a delinearsi i primi punti fermi tariffari della rivoluzione dei rifiuti, chiesti a gran voce ormai dalle categorie economiche che devono predisporre i propri bilanci per l’anno prossimo “al buio” dal punto di vista dei costi per questa tariffa, oltre che dall’utenza domestica piuttosto provata dall’esperienza delle calotte. Dall’incontro dell’altra sera tra Comune, Hera e albergatori si è appurato, ad esempio, lo schema sul quale l’amministrazione comunale intende operare nel calcolo: almeno l’80% della nuova Tari sarà comunque rappresentata dalla quota fissa, composta di fatto dal numero di svuotamenti “gratuiti” concessi in un anno, che secondo le indicazioni finora emerse dovrebbero essere 40. Il resto, cioè al massimo un 20%, sarà variabile, dipendendo quindi dal numero di svuotamenti aggiuntivi la quota riconosciuta, al prezzo ancora da definire (il punto di riferimento saranno comunque 2 euro ad apertura di calotta, cioè il costo dello smaltimento dell’indifferenziato in inceneritore). Se le cose stanno così, però, vengono confermate le preoccupazioni dei titolari delle nuove posizioni Tari “collettive”, a partire dai condomini: applicando per tutti una pesante quota fissa, infatti, si finirebbe per penalizzarli.
Una seconda questione è stata posta ieri da Matteo Musacci, presidente Fipe: «Ancora non è chiaro l’atteggiamento dell’Asl rispetto al trattamento dei rifiuti indifferenziati, con il rischio che gli esercenti vengano anche sanzionati dall’ente sanitario». La preoccupazione è basata su un episodio accaduto nei giorni scorsi ad un associato, che durante un’ispezione Asl si è visto contestare la presenza in magazzino di 30 litri di spazzatura indifferenziata, accumulata lì in attesa dello smaltimento. La vicenda specifica si è esaurita poi senza sanzioni, ma il campanello d’allarme è ugualmente scattato.
I commercianti di Ascom erano già inferociti per l’esito dell’incontro dell’altro pomeriggio, considerato inconcludente, con il corollario del «messo comunale che alle 19.30 ha allontanato il pubblico» senza consentire una discussione a oltranza, e la ciliegina della presentazione dei costi... di Venezia e Abano Terme. «Calotte tolte per cassonetti a chiave? Anche prima esisteva la possibilità di non avere le calotte, basta pagare di più ad Hera - è l’affondo di Davide Urban, direttore Ascom - Siamo davvero stanchi di non avere risposte chiare ed esaustive dal Comune e da Hera. Siamo stanchi e lo sono i nostri imprenditori che ogni volta ci venga raccontata la favola ambientale e la procedura del nuovo servizio di raccolta». Musacci, in vista dell’incontro di lunedì per bar e ristoranti, chiede a gran voce «la bozza del nuovo regolamento in uso dal primo gennaio e le relative delibere delle tariffe». (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una seconda questione è stata posta ieri da Matteo Musacci, presidente Fipe: «Ancora non è chiaro l’atteggiamento dell’Asl rispetto al trattamento dei rifiuti indifferenziati, con il rischio che gli esercenti vengano anche sanzionati dall’ente sanitario». La preoccupazione è basata su un episodio accaduto nei giorni scorsi ad un associato, che durante un’ispezione Asl si è visto contestare la presenza in magazzino di 30 litri di spazzatura indifferenziata, accumulata lì in attesa dello smaltimento. La vicenda specifica si è esaurita poi senza sanzioni, ma il campanello d’allarme è ugualmente scattato.
I commercianti di Ascom erano già inferociti per l’esito dell’incontro dell’altro pomeriggio, considerato inconcludente, con il corollario del «messo comunale che alle 19.30 ha allontanato il pubblico» senza consentire una discussione a oltranza, e la ciliegina della presentazione dei costi... di Venezia e Abano Terme. «Calotte tolte per cassonetti a chiave? Anche prima esisteva la possibilità di non avere le calotte, basta pagare di più ad Hera - è l’affondo di Davide Urban, direttore Ascom - Siamo davvero stanchi di non avere risposte chiare ed esaustive dal Comune e da Hera. Siamo stanchi e lo sono i nostri imprenditori che ogni volta ci venga raccontata la favola ambientale e la procedura del nuovo servizio di raccolta». Musacci, in vista dell’incontro di lunedì per bar e ristoranti, chiede a gran voce «la bozza del nuovo regolamento in uso dal primo gennaio e le relative delibere delle tariffe». (s.c.)
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