Tetti in amianto «Tempi lunghi per la bonifica»
di Samuele Govoni
Tre stalle all’ippodromo hanno ancora coperture in eternit Smaltimento totale nel 2019. Gli esposti amianto: accelerare
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All’ippodromo di Ferrara ci sono cinque stalle; due sono utilizzate, mentre tre sono vuote e inagibili. Non solo, queste tre hanno una copertura in eternit. Forse non è ben visibile perché una ventina di anni fa è stata rivestita con una copertura “neutra” ma c’è. È lì, ferma ma non immobile. E di là dal muro ci sono case, scuole, impianti sportivi; insomma, migliaia di persone che vivono il e nel quartiere. «Quelle stalle vanno, se non demolite, quantomeno bonificate. A febbraio – spiegano i membri dell’associazione esposti amianto e altri cancerogeni (Aeac) – avevamo segnalato il problema senza fare allarmismi ma ponendo l’accento su una questione annosa e non di secondaria importanza».
Nel 2013 venne fatta una verifica sulla struttura e conseguentemente emerse che «le lastre interne contenenti fibre amianto dovrebbero essere in ottimo stato di conservazione in quanto sempre protette nel tempo dalle lastre sovrastanti». Dopo quattro anni la situazione è ancora così? Dovrebbe. I referenti di Aeac, presieduta da Alberto Alberti, hanno più volte tentato di instaurare un dialogo con l’amministrazione comunale di Ferrara ma anche con la Regione stessa, per “spingere” affinché venissero reperite le risorse necessarie allo smaltimento delle lastre in amianto. «Abbiamo interpellato anche il garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna visto che – proseguono i membri dell’associazione – proprio nei pressi dell’ippodromo ci sono un polo scolastico e una scuola materna. Gli abbiamo scritto ad ottobre ma stiamo ancora aspettando una risposta. Forse sapere che l’area adiacente è frequentata da tanti bambini potrebbe essere un incentivo in più per intervenire». Dall’amministrazione comunale fanno sapere che i progetti per agire ci sono. «La stalla numero cinque verrà bonificata tra la primavera e l’estate del prossimo anno mentre per le altre due - ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ferrara, Aldo Modonesi - si dovrà attendere il 2019. Questo però non toglie - precisa -, che se dovessero essere stanziati nuovi fondi per la rimozione e lo smaltimento di amianto, i tempi potrebbero stringersi. Noi i progetti di lavoro li abbiamo e quindi siamo pronti ad agire».
Nel frattempo però Aeac pensa a un piano B, ad un modo per velocizzare le cose.
«Ci siamo rivolti anche alla dirigenza del polo scolastico per proporre di aiutarci ad organizzare una raccolta firme dei genitori; secondo noi potrebbe essere una testimonianza importante, potrebbe aiutarci a smuovere le acque. Purtroppo però non abbiamo trovato molta apertura. Oggi – chiude Aeac - la situazione non dovrebbe essere problematica ma potrebbe diventarlo e se è vero che “prevenire è meglio che curare” non sarebbe male agire e bonificare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel 2013 venne fatta una verifica sulla struttura e conseguentemente emerse che «le lastre interne contenenti fibre amianto dovrebbero essere in ottimo stato di conservazione in quanto sempre protette nel tempo dalle lastre sovrastanti». Dopo quattro anni la situazione è ancora così? Dovrebbe. I referenti di Aeac, presieduta da Alberto Alberti, hanno più volte tentato di instaurare un dialogo con l’amministrazione comunale di Ferrara ma anche con la Regione stessa, per “spingere” affinché venissero reperite le risorse necessarie allo smaltimento delle lastre in amianto. «Abbiamo interpellato anche il garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna visto che – proseguono i membri dell’associazione – proprio nei pressi dell’ippodromo ci sono un polo scolastico e una scuola materna. Gli abbiamo scritto ad ottobre ma stiamo ancora aspettando una risposta. Forse sapere che l’area adiacente è frequentata da tanti bambini potrebbe essere un incentivo in più per intervenire». Dall’amministrazione comunale fanno sapere che i progetti per agire ci sono. «La stalla numero cinque verrà bonificata tra la primavera e l’estate del prossimo anno mentre per le altre due - ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ferrara, Aldo Modonesi - si dovrà attendere il 2019. Questo però non toglie - precisa -, che se dovessero essere stanziati nuovi fondi per la rimozione e lo smaltimento di amianto, i tempi potrebbero stringersi. Noi i progetti di lavoro li abbiamo e quindi siamo pronti ad agire».
Nel frattempo però Aeac pensa a un piano B, ad un modo per velocizzare le cose.
«Ci siamo rivolti anche alla dirigenza del polo scolastico per proporre di aiutarci ad organizzare una raccolta firme dei genitori; secondo noi potrebbe essere una testimonianza importante, potrebbe aiutarci a smuovere le acque. Purtroppo però non abbiamo trovato molta apertura. Oggi – chiude Aeac - la situazione non dovrebbe essere problematica ma potrebbe diventarlo e se è vero che “prevenire è meglio che curare” non sarebbe male agire e bonificare».
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