gli operatori ieri a malborghetto
Vita da guardia ecologica «Troviamo bici tra gli sfalci»
Le Guardie ecologiche convenzionate con Hera hanno trascorso la mattina di mercoledì tra le vie di Malborghetto di Boara. Impossibile, per i residenti, non notare l'addetto con il giubbotto...
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Le Guardie ecologiche convenzionate con Hera hanno trascorso la mattina di mercoledì tra le vie di Malborghetto di Boara. Impossibile, per i residenti, non notare l'addetto con il giubbotto catarinfrangente e il cartellino di riconoscimento appeso al collo, che si aggirava tra le isole ecologiche del paese. Dai loro racconti emerge, sia pure a spot, uno spaccato di come i ferraresi stiano affrontando questa delicata fase di passaggio tra sistemi di raccolta rifiuti, con situazioni paradossali come la bici “smaltita” tra le ramaglie, e quali sono i possibili correttivi.
Sono 6-7 gli addetti dislocati all' interno delle mura cittadine che ogni mattina “visitano” le isole ecologiche. Controllano se ci sono rifiuti abbandonati al di fuori dei cassonetti e avvertono gli addetti alla raccolta, esaminano il contenuto dei contenitori di carta, cartone e sfalci e ramaglie. Aiutano chi si avvicina per conferire nelle calotte e si trova in difficoltà a farlo. «Sono in molti - spiega uno di loro - che non passano la tessera in maniera corretta. Alcuni la inseriscono nella fessura della calotta e qui rimane, altri la passano troppo velocemente così che non viene rilevata dal sensore. Nei contenitori, poi, troviamo rifiuti di ogni tipo. I più gettonati sono quelli di sfalci e ramaglie, carta e cartone. Dentro gli utenti gettano di tutto. Due giorni fa ho trovato una bicicletta nel contenitore degli sfalci vicino all'ipermercato “Le Mura”». È la conferma che, nonostante gli sforzi di Her e Comune, i contenitori aperti continuano ad essere usati come sfogo delle calotte.
«Come si comporta la gente con noi? Molto spesso - prosegue il racconto - usa termini un po’ coloriti, invitandoci a riportare, a chi di dovere, le loro lamentele. In questi casi - conclude sorridendo l’operatore - la laurea conseguita in Scienze della comunicazione torna molto utile».
Cinzia Berveglieri
Sono 6-7 gli addetti dislocati all' interno delle mura cittadine che ogni mattina “visitano” le isole ecologiche. Controllano se ci sono rifiuti abbandonati al di fuori dei cassonetti e avvertono gli addetti alla raccolta, esaminano il contenuto dei contenitori di carta, cartone e sfalci e ramaglie. Aiutano chi si avvicina per conferire nelle calotte e si trova in difficoltà a farlo. «Sono in molti - spiega uno di loro - che non passano la tessera in maniera corretta. Alcuni la inseriscono nella fessura della calotta e qui rimane, altri la passano troppo velocemente così che non viene rilevata dal sensore. Nei contenitori, poi, troviamo rifiuti di ogni tipo. I più gettonati sono quelli di sfalci e ramaglie, carta e cartone. Dentro gli utenti gettano di tutto. Due giorni fa ho trovato una bicicletta nel contenitore degli sfalci vicino all'ipermercato “Le Mura”». È la conferma che, nonostante gli sforzi di Her e Comune, i contenitori aperti continuano ad essere usati come sfogo delle calotte.
«Come si comporta la gente con noi? Molto spesso - prosegue il racconto - usa termini un po’ coloriti, invitandoci a riportare, a chi di dovere, le loro lamentele. In questi casi - conclude sorridendo l’operatore - la laurea conseguita in Scienze della comunicazione torna molto utile».
Cinzia Berveglieri
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