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Derivato Dexia, il Comune pronto a pagare 6,5 milioni

Derivato Dexia, il Comune pronto a pagare 6,5 milioni

La causa pilota di Prato potrebbe finire con la transazione che Ferrara “copierà” L’assessore Vaccari predispone le coperture in bilancio. In gioco le spese legali

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Entro febbraio 2018 potrebbe chiudersi il contenzioso più lungo e sofferto che il Comune di Ferrara abbia mai messo in piedi. Il guaio è che la conclusione della vicenda derivato Dexia Crediop difficilmente sarà quella auspicata dall’amministrazione, con le conseguenti ripercussioni negative sui contribuenti. Si sta parlando di un conto finale di almeno 6,5 milioni di euro che il Comune sta predisponendosi a pagare alla società belga per il contratto che avrebbe dovuto preservare Palazzo Municipale da oscillazioni dei tassi d’interesse, ma che dopo la crisi del 2007 è diventato una micidiale trappola finanziaria, al pari dei “cugini” accesi in mezza Italia. La speranza ferrarese di cavarsela con l’annullamento in autotutela del contratto, effettuato nel 2012, sono in bilico per via proprio dell’andamento della causa pilota all’Alta corte di giustizia di Londra, competente in materia, avviata dal Comune di Prato. Vinto il primo grado, i pratesi hanno perso contro Dexia il secondo, e stanno seriamente riflettendo se è il caso di far lievitare le spese legali ricorrendo in terzo grado. L’alternativa sarebbe una transazione nella quale finirebbero per pagare il differenziale del derivato, cercando un accordo sulle spese. Ferrara è anch’essa in causa a Londra, e l’eventuale chiusura della vicenda giudiziaria pratese le toglierebbe il pavimento che ha finora impedito lo scivolamento verso una sentenza a questo punto molto pericolosa. «Se Prato va avanti con la transazione con Dexia, anche a noi conviene pagare i differenziali e cercare un accordo sulle spese legali» ha ammesso ieri pomeriggio l’assessore Luca Vaccari alla commissione Bilancio. Si tratta in sostanza di mettere in pagamento i 5,6 milioni di euro accantonati fino a quest’anno, più la quota 2017 di 900mila euro, e cercare compensazioni sui quasi 2 milioni di spese legali già affrontate. Il 30 novembre è il termine ultimo per effettuare l’ultima variazione sul bilancio 2017, quindi il provvedimento va approvato subito per dare al Comune lo spazio di manovra necessario. Vaccari ha spiegato che non si tratta di trovare soldi freschi con strumenti fiscali o risparmi nelle spese correnti, ma “coprire” contabilmente quelli già accantonati, che comunque usciranno per sempre dalle casse municipali in caso di transazione con Dexia.

Inuibili le reazioni da parte delle opposizioni. Nei mesi scorsi Vittorio Anselmi (Fi) aveva presentato un’interpellanza nella quale si chiedeva, tra l’altro, se il Comune aveva intenzione di chiedere ai responsabili dell’operazione il recupero delle somme eventualmente perse. (s.c.)

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