La notizia dell’arresto del figlio poco dopo la morte del marito
COMACCHIO. Va avanti e indietro nel corridoio della caserma dei carabinieri di Comacchio. Più volte viene invitata a sedersi in sala d’attesa, ma non riesce a stare ferma. È la mamma di una delle...
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COMACCHIO. Va avanti e indietro nel corridoio della caserma dei carabinieri di Comacchio. Più volte viene invitata a sedersi in sala d’attesa, ma non riesce a stare ferma. È la mamma di una delle persone arrestate ieri mattina, chiamata dai militari e accompagnata da uno dei figli. «Non so bene cosa devo fare adesso, dobbiamo andare anche alle onoranze funebri e poi tutto questo. Non capisco, sto male». Sta male. Un dolore forte: suo marito è morto durante la notte a causa di una malattia e pochissime ore dopo la tragica notizia, ecco arrivarne un’altra pesante e difficile da gestire. Uno dei figli è stato arrestato, è in carcere a Ferrara e il reato è quello di spaccio di droga. Tanta droga. «Diteci voi quello che dobbiamo fare adesso - chiede la donna ai carabinieri - Noi non lo sappiamo, non sappiamo più niente».
Qualcuno dice che possono andare ma appena arrivano sulla porta vengono richiamati e fermati. Difficile capire cosa stia realmente succedendo, i carabinieri hanno le bocche cucite, la situazione è delicata. Il corpo del padre di uno degli arrestati si trova in ospedale e aspetta di essere portato a casa, ma la famiglia deve gestire un’altra situazione da incubo con tanto di perquisizioni e probabili interrogatori. I carabinieri, per quanto possibile, hanno fatto di tutto per tranquillizzare la donna e cercare di aiutare almeno a livello logistico a sbrogliare la matassa.
L’arrestato fa parte del gruppo che ieri mattina è stato sorpreso con quasi dodici chili di marijuana. I trafficanti, perché di questo si tratta, avevano stretto un accordo e si erano dati appuntamento. Uno di loro guidava un furgoncino con a bordo la marijuana mentre gli altri tre lo seguivano a bordo di un lussuoso fuoristrada. Tutto era concordato. Percorso, velocità, distanza da mantenere. E soprattutto luogo in cui trovarsi. Peccato che i carabinieri, grazie a indagini mirate, li tenevano d’occhio da qualche tempo tanto che sono riusciti ieri mattina a individuarli e seguirli. La banda non si è accorta di nulla fino all’arrivo nella piazzola di sosta dove hanno iniziato a scambiarsi informazioni. E i militari, al momento giusto, sono intervenuti. Tutto evidentemente ben calcolato perché non solo l’operazione è andata buon fine, ma nonostante l’ora di punta e le strade trafficate, il tutto si è svolto nella massima sicurezza. Certo l’immagine dei carabinieri che fermano le auto sulla Ferara-mare, l’inseguimento del Suv e le manette ai polsi dei tre uomini nel bel mezzo della carreggiata, resteranno impresse negli occhi di molti. Il fuoristrada è stato volutamente dirottato sulla Super per la maggiore facilità ad agire potendo nel caso chiamare altre pattuglie a supporto nelle diverse uscite. Una sorta di trappola in cui la banda è caduta tanto che è arrivata ad arrendersi senza opporre praticamente resistenza. Tutti sono stati portati in caserma a Comacchio e quindi direttamente in carcere a Ferrara.
Qualcuno dice che possono andare ma appena arrivano sulla porta vengono richiamati e fermati. Difficile capire cosa stia realmente succedendo, i carabinieri hanno le bocche cucite, la situazione è delicata. Il corpo del padre di uno degli arrestati si trova in ospedale e aspetta di essere portato a casa, ma la famiglia deve gestire un’altra situazione da incubo con tanto di perquisizioni e probabili interrogatori. I carabinieri, per quanto possibile, hanno fatto di tutto per tranquillizzare la donna e cercare di aiutare almeno a livello logistico a sbrogliare la matassa.
L’arrestato fa parte del gruppo che ieri mattina è stato sorpreso con quasi dodici chili di marijuana. I trafficanti, perché di questo si tratta, avevano stretto un accordo e si erano dati appuntamento. Uno di loro guidava un furgoncino con a bordo la marijuana mentre gli altri tre lo seguivano a bordo di un lussuoso fuoristrada. Tutto era concordato. Percorso, velocità, distanza da mantenere. E soprattutto luogo in cui trovarsi. Peccato che i carabinieri, grazie a indagini mirate, li tenevano d’occhio da qualche tempo tanto che sono riusciti ieri mattina a individuarli e seguirli. La banda non si è accorta di nulla fino all’arrivo nella piazzola di sosta dove hanno iniziato a scambiarsi informazioni. E i militari, al momento giusto, sono intervenuti. Tutto evidentemente ben calcolato perché non solo l’operazione è andata buon fine, ma nonostante l’ora di punta e le strade trafficate, il tutto si è svolto nella massima sicurezza. Certo l’immagine dei carabinieri che fermano le auto sulla Ferara-mare, l’inseguimento del Suv e le manette ai polsi dei tre uomini nel bel mezzo della carreggiata, resteranno impresse negli occhi di molti. Il fuoristrada è stato volutamente dirottato sulla Super per la maggiore facilità ad agire potendo nel caso chiamare altre pattuglie a supporto nelle diverse uscite. Una sorta di trappola in cui la banda è caduta tanto che è arrivata ad arrendersi senza opporre praticamente resistenza. Tutti sono stati portati in caserma a Comacchio e quindi direttamente in carcere a Ferrara.
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