le indagini
Nuove rotte e corrieri sul posto Il carico arriva dal mare
COMACCHIO. La marijuana è pronta per essere venduta. Le piantagioni si trovano principalmente in Albania e dopo essere stata raccolta nei mesi estivi e lasciata quindi essiccare a settembre, l’erba è...
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COMACCHIO. La marijuana è pronta per essere venduta. Le piantagioni si trovano principalmente in Albania e dopo essere stata raccolta nei mesi estivi e lasciata quindi essiccare a settembre, l’erba è pronta per essere venduta all’ingrosso tra ottobre e novembre. E a quanto pare ne arriva davvero tanta.
Ma perché i trafficanti si sono spinti al nord? Le continue operazioni antidroga davanti alle coste della Puglia degli anni scorsi possono aver spinto i trafficanti in partenza dall’Albania a modificare le proprie rotte. Lo spunto investigativo su cui stanno lavorando gli inquirenti ferraresi dopo il sequestro record ai Lidi di metà ottobre, ripercorre una serie di operazioni che hanno fatto luce su un’organizzazione criminale con elementi salentini ed albanesi che aveva riattivato i vecchi canali per il contrabbando di sigarette, immettendovi fiumi di marijuana. Dall’inizio dell’anno i sequestri, alcuni effettuati sulle spiagge a sud di Brindisi (in particolare Cerano e Torre San Gennaro) ed altri direttamente in mare, davanti alle coste brindisine e del nord leccese, hanno fatto mettere le mani su tre tonnellate e mezzo di droga per un valore di circa 35 milioni di euro. Secondo le dinamiche evidenziate dagli investigatori pugliesi, agli ex contrabbandieri brindisini erano stati assegnati il compito di guidare le imbarcazioni piccole e veloci che solcano l'Adriatico e incarichi di vedetta. Agli italiani toccava custodire la droga, nascondendola in anfratti e piccole grotte a ridosso della spiaggia, per consegnarla poi agli albanesi che svolgevano la funzione di corrieri e che gestivano lo spaccio al dettaglio. Tra un sequestro e l’altro sono scattate anche le manette. A fine luglio a Lecce sono stati arrestate quattordici persone.
Le organizzazioni si sono riorganizzate verso Nord? A quanto pare sì. Un mese fa sono arrivate via mare, dall’Albania, le due tonnellate di marijuana intercettate dai carabinieri di Ferrara e Comacchio e dai militari Forestali dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità di Casal Borsetti (Ravenna) sul litorale di Lido Spina. Il più grande sequestro di droga che si ricordi nel Ferrarese, e che apre scenari nuovi sulle infiltrazioni della mafia albanese in Italia. Il sequestro record del carico, e la cattura di uno dei tre corrieri, rappresenta soltanto l’inizio di un’indagine che si presenta difficile e complessa. La scoperta è avvenuta nell’ambito di un controllo contro i pescatori di frodo. Ma sulla spiaggia di Spina, tra i bagni Piramidi e Giamaica, invece dei bracconieri i militari hanno trovato due furgoni pieni di stupefacente appena sbarcato, dopo essere stato trascinato da pescherecci salpati dalle coste albanesi.
Ma perché i trafficanti si sono spinti al nord? Le continue operazioni antidroga davanti alle coste della Puglia degli anni scorsi possono aver spinto i trafficanti in partenza dall’Albania a modificare le proprie rotte. Lo spunto investigativo su cui stanno lavorando gli inquirenti ferraresi dopo il sequestro record ai Lidi di metà ottobre, ripercorre una serie di operazioni che hanno fatto luce su un’organizzazione criminale con elementi salentini ed albanesi che aveva riattivato i vecchi canali per il contrabbando di sigarette, immettendovi fiumi di marijuana. Dall’inizio dell’anno i sequestri, alcuni effettuati sulle spiagge a sud di Brindisi (in particolare Cerano e Torre San Gennaro) ed altri direttamente in mare, davanti alle coste brindisine e del nord leccese, hanno fatto mettere le mani su tre tonnellate e mezzo di droga per un valore di circa 35 milioni di euro. Secondo le dinamiche evidenziate dagli investigatori pugliesi, agli ex contrabbandieri brindisini erano stati assegnati il compito di guidare le imbarcazioni piccole e veloci che solcano l'Adriatico e incarichi di vedetta. Agli italiani toccava custodire la droga, nascondendola in anfratti e piccole grotte a ridosso della spiaggia, per consegnarla poi agli albanesi che svolgevano la funzione di corrieri e che gestivano lo spaccio al dettaglio. Tra un sequestro e l’altro sono scattate anche le manette. A fine luglio a Lecce sono stati arrestate quattordici persone.
Le organizzazioni si sono riorganizzate verso Nord? A quanto pare sì. Un mese fa sono arrivate via mare, dall’Albania, le due tonnellate di marijuana intercettate dai carabinieri di Ferrara e Comacchio e dai militari Forestali dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità di Casal Borsetti (Ravenna) sul litorale di Lido Spina. Il più grande sequestro di droga che si ricordi nel Ferrarese, e che apre scenari nuovi sulle infiltrazioni della mafia albanese in Italia. Il sequestro record del carico, e la cattura di uno dei tre corrieri, rappresenta soltanto l’inizio di un’indagine che si presenta difficile e complessa. La scoperta è avvenuta nell’ambito di un controllo contro i pescatori di frodo. Ma sulla spiaggia di Spina, tra i bagni Piramidi e Giamaica, invece dei bracconieri i militari hanno trovato due furgoni pieni di stupefacente appena sbarcato, dopo essere stato trascinato da pescherecci salpati dalle coste albanesi.
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