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i numeri del fenomeno  

Ventuno anni l’età media di chi viene sfruttato

Ventuno anni l’età media di chi viene sfruttato

Ci sono anche i numeri a dare le proporzioni del fenomeno caporalato. Uno, intanto, fa pensare: l’età media di chi viene sfruttato è 21 anni. Così come il settore agricolo, se si allarga l’osservatori...

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Ci sono anche i numeri a dare le proporzioni del fenomeno caporalato. Uno, intanto, fa pensare: l’età media di chi viene sfruttato è 21 anni. Così come il settore agricolo, se si allarga l’osservatorio al “nazionale”, non è il primo nella triste classifica dei settori a maggior rischio. Difatti, al primo posto figura, per certi versi a sorpresa, il settore dei lavoratori marittimi; al secondo quello delle badanti sul quale vale la pena soffermarsi. Una badante dell’Ecuador, ad esempio, non arriva neppure a guadagnare 800 euro al mese; stesso discorso vale, purtroppo, per la nazionalità filippina. Ma sono anche altri i numeri: in Italia, oltre 700 mila sono i lavoratori imbrigliati in forme di grave sfruttamento. Il mondo della politica non è stato a guardare: il 18 ottobre del 2016 la Camera ha approvato definitivamente il disegno di legge contro il caporalato che contiene specifiche misure per i lavoratori stagionali in agricoltura ed estende responsabilità e sanzioni per i “caporali” e gli imprenditori che fanno ricorso alla loro intermediazione.

Per il contrasto al lavoro nero ed allo sfruttamento lavorativo, nel corso dei primi 9 mesi del 2017, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Ferrara, operante nell’intera provincia, ha controllato 132 aziende delle quali 32 agricole; per 12 si è ritenuto opportuno espletare un approfondimento investigativo all’esito del quale in 9 casi si sono riscontrate violazioni sia alle norme giuslavoristiche che a quelle della sicurezza sul lavoro. Più in dettaglio, su 306 lavoratori controllati, 53 sono risultati irregolari e 14 in nero. Le nazionalità interessate al fenomeno sono in ordine decrescente: extracomunitari di origine marocchina, pakistani e cinesi. (m.puli.)

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