«Il caporalato va battuto migliorando la legge»
di Marcello Pulidori
Scaramagli, presidente di Confagricoltura: troppe responsabilità sulle imprese A Ferrara nessuna segnalazione: chi sbaglia verrà espulso dall’organizzazione
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La Confagricoltura entra di diritto nel dibattito aperto giovedì dal convegno promosso dall’Arma dei carabinieri per mettere a fuoco il fenomeno caporalato e predisporre le misure per contrastarlo. Pier Carlo Scaramagli, presidente dell’organizzazione che mette insieme tantissime aziende agricole, non ha dubbi: «La legge contro il caporalato (il riferimento è alla legge del 2016, ndr) è senza dubbio una legge di civiltà - dice Scaramagli - e per questo va sostenuta e rafforzata in ogni modo. In questo senso, Confagricoltura - ha detto ancora Scaramagli - sta attuando una serie di approfondimenti per valutare l’entità del fenomeno nella nostra provincia. Al momento, tuttavia, parlando esplicitamente di caporalato, non ci risultano segnalazioni». Il presidente di Confagricoltura Ferrara, tuttavia, aggiunge anche che «l’organizzazione terrà la guardia alta su un tema di questa rilevanza e che, ovviamente, chi dovesse rendersi responsabile di reati assimilabili o identici al caporalato sarà immediatamente espulso da Confagricoltura». Il primo dirigente dell’organizzazione, inoltre, aggiunge ulteriori ed importanti elementi di riflessione: «Non dobbiamo dimenticare - ha detto ancora il presidente di Confagricoltura, presente al convegno dell’altro ieri in Castello Estense - che i fenomeni come il caporalato danno vita, parallelamente, a casi di palese concorrenza sleale tra le imprese agricole per la disparità dei pagamenti, altro problema che si verrebbe ad aggiungere. Quindi, massima attenzione». La legge va bene com’è nell’attuale configurazione o può essere migliorata? «Può senza dubbio essere migliorata - risponde Scaramagli - , in particolare nelle parti in cui tratta delle responsabilità degli imprenditori. Si tratta di una legge che può essere più analitica, specifica; mi riferisco a certe situazioni in cui si dovrebbe evitare - sottolinea il capo di Confagricoltura - di scaricare soltanto sugli imprenditori le responsabilità».
Eppure i dati usciti dal convegno di giovedì sono tutt’altro che confortanti: nella sola Ferrara e provincia sono difatti oltre 2 milioni gli euro, a vario titolo, movimentati da oltre 140 mediatori illegali, cioè i caporali. Un flusso di denaro impressionante che diventa il dramma nel dramma, se al caporalato si aggancia il dramma dei migranti, la “categoria” più sfruttata soprattutto in agricoltura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Eppure i dati usciti dal convegno di giovedì sono tutt’altro che confortanti: nella sola Ferrara e provincia sono difatti oltre 2 milioni gli euro, a vario titolo, movimentati da oltre 140 mediatori illegali, cioè i caporali. Un flusso di denaro impressionante che diventa il dramma nel dramma, se al caporalato si aggancia il dramma dei migranti, la “categoria” più sfruttata soprattutto in agricoltura.
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