l’Avvocato bolognese
La tesi del difensore d’ufficio: «Per me è morto nelle Valli»
«Igor non è più in vita. È morto dopo l’agguato nel Mezzano». Questa l’idea che si è fatto l’avvocato difensore di Norbert Feher, conosciuto da tutti come Igor. L’avvocato del Foro di Bologna Cesare...
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«Igor non è più in vita. È morto dopo l’agguato nel Mezzano». Questa l’idea che si è fatto l’avvocato difensore di Norbert Feher, conosciuto da tutti come Igor. L’avvocato del Foro di Bologna Cesare Pacitti, nominato d’ufficio sembra convinto della sua tesi. «Feher - spiega il legale - è indagato per l’omicidio di Davide Fabbri a Budrio e per l’omicidio del volontario Valerio Verri e il ferimento della guardia provinciale Marco Ravaglia. Sono stato nominato d’ufficio e naturalmente mi baso sulle centinaia di pagine depositate e sulla ricostruzione dei fatti». Secondo l’avvocato Pacitti, «Nella richiesta di proroga delle indagini preliminari - prosegue l’avvocato - viene ricostruita la dinamica dell’omicidio del barista di Budrio, Davide Fabbri. Chiaramente emerge che Norbert Feher è stato colpito più volte dalla vittima che, dopo averlo disarmato da un fucile, lo ha colpito più volte al capo con lo stesso. Igor il russo era quindi ferito in maniera anche importante. Quindi è sparito. Dubito che lo abbia aiutato qualcuno, si sarà medicato da solo alla meno peggio». L’8 di aprile Igor ricompare nel Mezzano dove uccide Valerio Verri e ferisce Marco Ravaglia. Quindi sembra sparire nel nulla. «A mio parere, ma ci tengo a sottolineare che si tratta di una mia ricostruzione sulla base di quanto contenuto nei fascicoli - va avanti Pacitti - non può avercela fatta ed è morto nelle Valli che circondano la zona». Possibile che in questi mesi, con tutte le ricerche fatte dai nuclei specializzati ma anche solo con la quantità di cacciatori che battono la zona, il copro non sia mai stato trovato? «È possibile. Stiamo parlando di zone davvero molto particolari e non è mai stato escluso il fatto che Igor potesse anche vivere in acqua, mangiando quello che trovava in giro. Le sue condizioni di salute, viste le ferite, erano però precarie tanto che si sarebbe spinto verso la casa del Mezzano dove è poi stato sorpreso. Sì, penso non ce l’abbia fatta e che il cadavere possa ancora essere in quelle campagna o, peggio ancora, portato via dall’acqua».
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