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Il treno si aspetta al freddo la sala d’attesa resta chiusa

Il treno si aspetta al freddo la sala d’attesa resta chiusa

I rinnovati locali della stazione sono inaccessibili e i pendolari protestano Per i più giovani è una fermata inutile. E i più anziani preferiscono prendere il bus

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Una sala d’attesa ristrutturata alla stazione ferroviaria di Pontelagoscuro chiusa benché agibile e i pendolari costretti a subire le intemperie climatiche e il freddo pungente nell’attesa del treno.

Nonostante le piccole dimensioni, la stazione e la sala d’attesa non sono in stato di degrado, anzi, sono in buono stato; ci sono anche due macchinette per timbrare i biglietti, un sottopassaggio pulito, ma la sala d’attesa chiusa e senza personale impedisce che le persone possano trovare riparo quando il clima si fa più rigido. L’unico riparo è costituito da un tettoia, sotto alla quale però in pochi possono trovare riparo. Un disagio notevole per i pendolari, che con il treno locale si recano a Bologna o nel Veneto, anche se alcuni residenti ammettono di non sapere neanche che in stazione c’è una sala d’attesa inutilizzabile.

Di questo avviso è Stefano Bindini, titolare di una tabaccheria del paese, che candidamente afferma che «si tratta di una notizia che imparo adesso. Tanti anni fa in stazione era tutto funzionante, c’era anche un capotreno». Nonostante questo, Bindini spiega che il paese è ben servito dall’autobus, che porta in città.

Di altro avviso il figlio di Bindini, Fabio, che data la giovane età, ricorda di avere visto sempre chiusa la sala d’attesa. «D’altronde - afferma il giovane - , si tratta di una stazione quasi inutile. Se parti da Pontelagoscuro per andare a Bologna impieghi un’ora, mentre è molto più comodo andare in stazione a Ferrara e prendere il regionale veloce. Può essere conveniente partire da qui se vai a Rovigo, o in altre stazioni di piccoli paesi come Occhiobello, ma già per andare a Padova non lo prenderei».

Secondo alcuni abitanti, la sala d’attesa è chiusa da cinque, sei anni, secondo altri da almeno dieci; quel che è certo è che i disagi della chiusura si sentono per i pendolari.

Marcello Fantato per esempio riferisce di un conoscente che «tutti i giorni va a lavorare a Bologna, ma da quando la sala d’attesa è chiusa preferisce recarsi in stazione a Ferrara in bicicletta. Poi Pontelagoscuro è un paese con tanti anziani, e li sento sempre lamentarsi perché ora devono andare in città con il bus anziché con il treno, proprio perché la sala d’attesa è chiusa e rischiano di rimanere al freddo. Il disagio è notevole, perché con il treno potevano andare in stazione e da lì prendere qualsiasi autobus per il centro, mentre soprattutto il lunedì e il venerdì la viabilità è modificata. Insomma, sarebbe utile che la sala d’attesa fosse aperta».

Anche Chiara Marzola, riferisce del disagio, soprattutto per chi usa il treno tutti i giorni e gli anziani. Tra i pendolari che scendono dal treno che arriva in stazione alle 17.03, alcuni si lamentano di dover stare all’addiaccio e alla pioggia durante l’attesa del treno, soprattutto al mattino, in quanto l’unico rifugio è dato da una tettoia.

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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