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«Le minoranze devono aver voce»

«Le minoranze devono aver voce»

Protesta delle opposizioni (assente il Pd) al nuovo regolamento del consiglio

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COMACCHIO . «In consiglio comunale non deve vigere la democrazia della maggioranza, con limitazione del ruolo delle minoranze che così resteranno senza strumenti per la vigilanza ed il controllo degli atti». È bufera sul documento relativo al nuovo regolamento del consiglio comunale di Comacchio, con i gruppi di minoranza molto critici sulle modifiche apportate. Così, per rappresentare la netta posizione contraria, nel metodo adottato e nel merito del documento, rispetto ad un atto che limita la democrazia e la dialettica politica, tre gruppi consiliari di minoranza hanno voluto illustrare le loro posizioni. Lo hanno fatto Sandra Carli Ballola (Lista La città futura e Lista Centro Sinistra per Comacchio), Emanuele Mari (Forza Italia), Maura Tomasi, Veronica Negri ed Umberto Cavallari (Lega Nord e Lista Maura.com).

La Carli Ballola ha parlato di un regolamento che non solo «limita l’attività dei consiglieri comunali ma, in tema di interpellanze e interrogazioni, prevede solo la risposta orale e non più scritta come finora». La richiesta è “che l’argomento non sia inserito all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale». Mari ha rilevato «senza voler fare dietrologia sui reali motivi di presentazione del nuovo regolamento», una evidente «leggerezza e superficialità, in quanto alcuni esponenti di maggioranza, interpellati in proposito, si sono dimostrati impreparati rispetto alle modifiche apportate». Oltre a rinfacciare «la totale assenza di dibattito in consiglio per la mancanza di interventi da parte dei consiglieri di maggioranza». La Tomasi, invece, ha sottolineato «che ci hanno sottoposto un regolamento già preconfezionato, senza farlo passare in commissione, per valutare gli articoli nell’ambito di una discussione democratica». E Negri ha rilevato che «l’attuale regolamento è stato mantenuto nella loro precedente legislatura, per cui non si capisce tanta fretta per l’adozione del nuovo». Se però, ha concluso la Tomasi, «questa condizione dovesse perdurare, saremo costretti ad informare il prefetto della grave situazione».

Era assente il consigliere del Pd, Piero Fabiani... «Non era presente in commissione per cui non sappiamo cosa ne pensi in proposito», dicono. Il diretto interessato, interpellato, ha detto di «non essere stato invitato e comunque prima di prendere una posizione intendo approfondire l’argomento. Certo è una scelta che, pure se legittima, è inopportuna e fatta in fretta».

Piergiorgio Felletti

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