la sinistra in fermento
«Oltre il renzismo ci siamo noi»
Mdp, Si e Possibile: lavorare per una vera lista unitaria
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C'è vita a sinistra del Pd. Ieri prima assemblea comune di Mdp, Sinistra Italiana e Possibile in vista della lista unitaria per le elezioni.
In sala prevale il sollievo per l'allontanamento definitivo dal renzismo.
«Sono emozionato: è il mio primo incontro politico da fine 2013, quando sono uscito dal partito», dice Sergio Gnudi. Per Ivan Bui «i circoli Pd erano tutto fuorché luoghi di confronto: torniamo alla politica come costruzione collettiva».
L'ultimo tentativo di Fassino per l'unità «era l'ennesimo bluff di Renzi», sostiene Maurizio Chiarini che con un intervento pepato guarda alle amministrative 2019: «Mettiamo qualche paletto e facciamo già dei gruppi di lavoro. Due punti: contro il declino permanente dell'economia ferrarese e sulla Carife stiamo sempre dalla parte degli azzerati (in assemblea prende la parola anche Ubaldo Ferretti che aderisce alla nuova lista, ndr), ma soprattutto dicendo la verità: le responsabilità sono del gruppo storico dirigente di marca Dc». «Tutto un mondo - aggiunge Gnudi - ancora ben presente».
Massimo Buriani profila «una nuova idea di società oltre il liberismo, un'ipotesi di redistribuzione che superi le disuguaglianze, causa della crisi».
Valter Zago, ex presidente del Parco del delta, porta la parola d'ordine più netta di Si per un «quarto polo che interpreti la nostra voglia di discontinuità», e cita Vittorio Foa, «cambiare la politica da posizioni di frontiera». Riconosce il rischio di «apparire combattenti e reduci» Mario Castelluzzo (Possibile), evitabile «se avremo una rappresentatività consistente e non torneremo a dividerci dopo le elezioni». Intanto ci sono da affrontare problemi organizzativi non da poco. «Dobbiamo avere una presenza in ogni comune», sprona Sergio Caselli. Fissati, intanto, due incontri con Vasco Errani, ex presidente della Regione e tra i big della nuova formazione: il 5 dicembre a Ferrara e l'11 nel Delta. Mentre in qualità di delegati saranno domenica prossima a Roma per l'assemblea di lancio, oltre a Bregola, anche Caselli, Zago e Buriani, Annalisa Felletti, Francesco Vinci, Stefania Guglielmi, Gianni Bigoni e Beniamino Marino.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In sala prevale il sollievo per l'allontanamento definitivo dal renzismo.
«Sono emozionato: è il mio primo incontro politico da fine 2013, quando sono uscito dal partito», dice Sergio Gnudi. Per Ivan Bui «i circoli Pd erano tutto fuorché luoghi di confronto: torniamo alla politica come costruzione collettiva».
L'ultimo tentativo di Fassino per l'unità «era l'ennesimo bluff di Renzi», sostiene Maurizio Chiarini che con un intervento pepato guarda alle amministrative 2019: «Mettiamo qualche paletto e facciamo già dei gruppi di lavoro. Due punti: contro il declino permanente dell'economia ferrarese e sulla Carife stiamo sempre dalla parte degli azzerati (in assemblea prende la parola anche Ubaldo Ferretti che aderisce alla nuova lista, ndr), ma soprattutto dicendo la verità: le responsabilità sono del gruppo storico dirigente di marca Dc». «Tutto un mondo - aggiunge Gnudi - ancora ben presente».
Massimo Buriani profila «una nuova idea di società oltre il liberismo, un'ipotesi di redistribuzione che superi le disuguaglianze, causa della crisi».
Valter Zago, ex presidente del Parco del delta, porta la parola d'ordine più netta di Si per un «quarto polo che interpreti la nostra voglia di discontinuità», e cita Vittorio Foa, «cambiare la politica da posizioni di frontiera». Riconosce il rischio di «apparire combattenti e reduci» Mario Castelluzzo (Possibile), evitabile «se avremo una rappresentatività consistente e non torneremo a dividerci dopo le elezioni». Intanto ci sono da affrontare problemi organizzativi non da poco. «Dobbiamo avere una presenza in ogni comune», sprona Sergio Caselli. Fissati, intanto, due incontri con Vasco Errani, ex presidente della Regione e tra i big della nuova formazione: il 5 dicembre a Ferrara e l'11 nel Delta. Mentre in qualità di delegati saranno domenica prossima a Roma per l'assemblea di lancio, oltre a Bregola, anche Caselli, Zago e Buriani, Annalisa Felletti, Francesco Vinci, Stefania Guglielmi, Gianni Bigoni e Beniamino Marino.
Fabio Terminali
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