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Poesia e applausi per l’addio all’operaio morto nel canale

Poesia e applausi per l’addio all’operaio morto nel canale

Longastrino, i versi letti da un insegnante di religione Commozione durante la cerimonia al cimitero 

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LONGASTRINO. Un lungo applauso carico di affetto, anticipato dal nome «Roberto, Roberto» scandito con voce forte e decisa, ha concluso ieri pomeriggio a Longastrino i funerali di Roberto Asirelli, il 48enne residente con la famiglia nella località di Menate deceduto mercoledì notte. Un uomo buono, riservato, benvoluto dalla sua comunità e dai colleghi di lavoro, che ha perduto la vita finendo con la sua auto nel canale che scorre adiacente la via Giuliana, vicino all’incrocio con via Fossa Menate. Un incidente accaduto mentre l’uomo stava ritornando dal lavoro in provincia di Forlì-Cesena e quando ormai era a circa 500 metri dalla sua casa.

Un funerale caratterizzato da un lungo abbraccio, colmo di affetto e solidarietà nei confronti della famiglia, fin dalla partenza del corteo funebre dalla camera mortuaria dell’ospedale di Argenta; verso la moglie, è stato significativo il conforto dei parenti e amici, e così pure il sostegno morale e concreto fatto di abbracci e baci ai due figli da parte dei compagni di scuola.

Gesti di amicizia che hanno un significato profondo soprattutto quando c’è la sofferenza per la perdita di un marito e un padre. Il corteo, composto da una lunga fila di auto, prima di arrivare al cimitero di Longastrino si è soffermato per un attimo sulla strada proprio davanti all’abitazione di Roberto Asirelli, una casa costruita a fianco della trattoria da Venerio. All’arrivo sul piazzale del cimitero, c’erano già diverse persone ad attendere il carro funebre. Il tempo di scendere dall’auto che madre e figli, sono stati accolti dall’abbraccio di coloro che nella vita hanno avuto modo di conoscere e stimare la famiglia.

All’interno del cimitero, tutta la gente si è stretta attorno alla moglie, ai figli e ai parenti di Assirelli, mentre Giovanni Vecchi, insegnante di religione alle scuole medie di Longastrino, si è rivolto ai familiari dell’operaio con parole di conforto. Del significato e dei valori della vita, di una viaggio vissuto che purtroppo, può terminare così misteriosamente.

A rafforzare le sue parole di conforto, Vecchi ha letto una poesia chiedendo ai presenti di prendersi per mano. Qualche istante dopo, la polizia mortuaria, dopo aver posto un fazzoletto sulla bara, ha inumato la bara in terra nel silenzio più totale. Un silenzio rotto solamente da due grida: «Roberto», «Roberto». E dal successivo ed interminabile applauso che ha dato l’addio a una persona che ha perso la vita a soli 48 anni.

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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