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«Diciamo no agli espropri, il Grattacielo non si svende»

«Diciamo no agli espropri, il Grattacielo non si svende»

Ferrara, ieri sera l’incontro tra 50 proprietari: «Qui la nostra vita, i nostri soldi, il futuro» «Il progetto di demolizione del Comune una beffa, valutiamo il ricorso al Tar» 

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FERRARA. Dentro le due torri dell’area Grattacielo ci sono «tante persone oneste» che si sono trovate ieri sera ad un incontro autogestito, una cinquantina tra proprietari e inquilini delle due torri, per confrontarsi contro il progetto del Comune di riqualificazione: espropri e demolizione. «Diciamo no agli espropri perchè non vogliamo svendere tutto ciò per cui siamo qui: vite, soldi, speranze, futuro». Qui non c’è solo «il folclore che viene espresso, ci sono decine e decine di persone che fanno una vita seria e dignitosa».

Per questo motivo, il progetto del Comune, con tanto di delibera che per “pubblica utilità” metterebbe il Comune stesso nella posizione di espropriare, far trasferire proprietari e inquilini, per poi abbattere tutto, non è accettabile. Alla riunione di ieri sera ai piedi proprio del grattacielo, sala polivalente, proprietari e inquilini hanno deciso che l’incontro verrà ripetuto a breve, con una riunione alla presenza di un avvocato: perchè il prossimo atto sarà il ricorso al Tar contro la delibera del Comune del piano di riqualificazione. Ma occorre fare tutto con urgenza, avere idee chiare e soprattutto il benestare della maggior parte di proprietari e inquilini. Oltre l’incontro in cui si chiarirà come e quando fare il ricorso al Tar (termine, entro 60 giorni), ci sono scadenze a breve, quelle del consiglio comunale (si discuterà anche del piano) e l’assemblea condominiale fissata al 6 dicembre.

«Quello di stasera è stato un incontro molto partecipato - sintetizza a tarda serata Luca Agnelli, dopo 4 ore di assemblea- e tanti ci hanno detto che avrebbero voluto venire, anche anziani». Si replica in settimana, «forse giovedì prossimo, confermeremo comunque», informa Agnelli. Ma ciò che è stato discusso non è solo il futuro, bensì il presente del Grattacielo, il problema del sistema antincendio. «Qui parlano di abbattere, noi di far vivere sani e salvi tutti coloro che ci abitano». Da qui la richiesta di intervenire per ulteriori manutenzioni: «ma non è vero quello che è stato scritto e detto: qui il sistema antincendio funziona, la manutenzione è sempre stata fatta, funziona l’autoclave, ci dice il custode. Non c’è il piano d’evacuazione, ma lamentiamo il fatto che mai nessuno ha fornito queste indicazioni»: cosa fare in caso di incendio, come usare una manichetta, ad esempio. «Diciamo no perchè questo progetto sarebbe una beffa per le persone oneste che con sacrifici hanno pagato e continuano a farlo, le loro proprietà». Agnelli parla a nome di tanti e di chi non può farlo: «Un anziano mi ha detto una cosa che deve far pensare: tutto questo è un insulto, una umiliazione».

Daniele Predieri
 

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