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E-learning e la mostra su Traiano, Unife sempre più multimediale

E-learning e la mostra su Traiano, Unife sempre più multimediale

Il centro Sea produce la presentazione della maxi-mostra romana. Almeno 6mila studenti frequentano corsi a distanza

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FERRARA. Il 29 novembre, a Roma, verrà aperta al pubblico la mostra su Traiano, che racconta un capitolo importante della storia della città eterna e si candida a evento dell’anno. Tutti avranno l’occasione di scoprire che un filo multimediale collega l’esposizione capitolina sull’Impero alla città dei Duchi estensi. Il video che presenta la mostra, infatti, porta una firma tutta ferrarese, quella del Sea (Sistemi e-learning di ateneo), struttura di Unife che con una storia ventennale alle spalle e una squadra di docenti e tecnici interessati a promuoverne lo sviluppo, sta diventando un punto di riferimento anche per istituzioni e professionisti che collaborano col centro nato e cresciuto nella pancia dell’Università di Ferrara.

Il direttore, Livio Zerbini, professore di Storia romana, conferma che le attività e le prospettive del Sea hanno già esteso il loro campo d’azione oltre il raggio dell’ordinario fino a varcare, in qualche caso, i confini dell’Oceano. Il servizio ha appena “confezionato” per il mercato statunitense dell’audiovisivo un documentario che approfondisce, col contributo di esperti della disciplina, la figura dell’imperatore che portò Roma alla sua massima estensione territoriale.

Il Sea ha sede in via Scienze, in uno degli edifici che circondano Palazzo Paradiso. L’ambiente, semplice e quasi spartano, si presenta come una sequenza di piccoli uffici e di locali collegati da un corridoio dove lo spazio viene condiviso dagli operatori con la tecnologia di settore, soprattutto computer e telecamere. Il centro di servizi multimediali ha iniziato a muovere i primi passi negli anni ‘90, Zerbini ne è diventato direttore nel 2016. Da anni Unife ha elaborato un sistema di e-learning per l’insegnamento a distanza che rappresenta indiscutibilmente una risorsa di rilievo per una università medio-piccola che deve conquistare iscritti, commesse e fondi sulla stessa direttrice che collega i poli accademici di Bologna e Padova.

«Lo streaming sostiene la didattica in molte attività specialistiche, come i corsi post-laurea e i master dove non è richiesta una presenza costante. Sono almeno 6mila gli studenti che si connettono con Unife usando questa piattaforma», spiega Zerbini che all’inizio di ottobre ha attrezzato assieme ai suoi collaboratori una decina di aule negli spazi del “Mammut” e del Polo di Matematica per consentire alla fiumana di studenti di Scienze biologiche e di Biotecnologie, corsi di laurea che da quest’anno accademico hanno istituito l’accesso libero, di poter seguire lezioni con affollamenti record. L’e-learning viene seguito da un supervisore, Giorgio Poletti. L'esperto di informatica Andrea Bottoni lavora assieme ad alcuni giovani collaboratori per mantenere efficiente la piattaforma che fornisce lezioni a distanza “live” o registrate e maneggia i programmi per attivare videoconferenze, chat e forum o agevolare i processi di autovalutazione. Nello studio televisivo si registrano le interviste e i contenuti delle produzioni multimediali che possono essere ulteriormente arricchiti nella fase di post-produzione.

«Siamo tra i pochi centri universitari italiani in grado di far dialogare ad un livello elevato contenuti scientifici e tecnologia multimediale», sintetizza Giovanni Ganino, esperto in Media education e metodologie didattiche. Il centro funziona grazie al lavoro di una quindicina di operatori e sostiene anche progetti innovativi nel campo della telemedicina. (gi.ca.)


 

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