Rifiuti, 800 imprese “sconosciute”
Non hanno contattato Hera per le alternative alle calotte, oggi incontro cruciale
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Comincia questa mattina la partita più delicata sul fronte rifiuti. L’amministrazione comunale incontra infatti i rappresentanti dei ristoratori, singoli e associazioni di categoria, per tentare di convincerli della fattibilità di applicazione del nuovo sistema di raccolta imperniato sulle calotte. Ci sarà un secondo incontro di pomeriggio, mentre il 4 dicembre alle 16 toccherà agli artigiani di Cna. Finora la reazione degli esercenti è stata negativa, come testimoniano quotidianamente i sacchi di rifiuti, in particolare indifferenziata, abbandonati nelle isole ecologiche, in particolare del centro storico, e da una cifra che preoccupa l’amministrazione: 800 imprese non hanno ancora contattato Hera per definire le modalità di raccolta in alternativa alle calotte, sicuramente inadatte alle esigenze di ristoranti, pub e bar.
D’altra parte è sufficiente ascoltare l’esperienza personale di Matteo Musacci, presidente Fipe, per comprendere le radici del malumore di una categoria chiave per la buona riuscita del progetto. «Fino a due mesi fa nei miei locali del centro c’era la raccolta porta a porta anche per l’indifferenziata, poi è iniziata questa sperimentazione con il conferimento a cassonetto - spiega Musacci - Da via Carlo Mayr bisogna raggiungere con i sacchi le isole ecologiche, ad esempio in via Spronello. Anche facendo bene la raccolta differenziata, venerdì sera abbiamo prodotto tre sacchi d’indifferenziata da 30 litri, da conferire subito. Di lunedì, però, non riempirò mai i sacchetti con tanto di mozziconi di sigaretta e quindi dovrò scegliere tra tenermeli in casa (ma l’Asl mi ha già detto che non si può se non in un locale areato e riservato che nessuno in centro storico può avere) oppure conferirli anche semivuoti, pagando dall’anno prossimo come se fossero pieni». Sono differenze di costi che rischiano di diventare pesanti in un bilancio annuale di una piccola attività, insistono gli esercenti, e quindi sarebbe molto gradito un rinvio del piano di qualche mese rispetto all’1 gennaio 2018. In centro storico, fa tra l’altro notare il presidente Fipe, «non sono stati ancora montate molte calotte: come fanno Comune e Hera a raccogliere dati corretti per determinare le tariffe e le modalità definitiva di raccolta, da una sperimentazione incompleta?».
In generale, si è registrato negli ultimi giorni un crollo di affluenza nell’unico sportello ecologico ancora aperto, fino al 30 novembre, in zona est, il che fa supporre una riduzione molto relativa del monte-Carte smeraldo ancora da consegnare ai titolari di posizioni Tari. L’accumulo di sacchetti di organico ai piedi di bidoncini stracolmi, come già avvenuto nella sperimentazione di Pontelagoscuro, ha spinto l’amministrazione comunale a sollecitare il raddoppio dei contenitori marrone, operazione iniziata nei giorni scorsi e che si completerà in settimana: l’azienda ambientale ha dovuto reperire i nuovi bidoncini. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
D’altra parte è sufficiente ascoltare l’esperienza personale di Matteo Musacci, presidente Fipe, per comprendere le radici del malumore di una categoria chiave per la buona riuscita del progetto. «Fino a due mesi fa nei miei locali del centro c’era la raccolta porta a porta anche per l’indifferenziata, poi è iniziata questa sperimentazione con il conferimento a cassonetto - spiega Musacci - Da via Carlo Mayr bisogna raggiungere con i sacchi le isole ecologiche, ad esempio in via Spronello. Anche facendo bene la raccolta differenziata, venerdì sera abbiamo prodotto tre sacchi d’indifferenziata da 30 litri, da conferire subito. Di lunedì, però, non riempirò mai i sacchetti con tanto di mozziconi di sigaretta e quindi dovrò scegliere tra tenermeli in casa (ma l’Asl mi ha già detto che non si può se non in un locale areato e riservato che nessuno in centro storico può avere) oppure conferirli anche semivuoti, pagando dall’anno prossimo come se fossero pieni». Sono differenze di costi che rischiano di diventare pesanti in un bilancio annuale di una piccola attività, insistono gli esercenti, e quindi sarebbe molto gradito un rinvio del piano di qualche mese rispetto all’1 gennaio 2018. In centro storico, fa tra l’altro notare il presidente Fipe, «non sono stati ancora montate molte calotte: come fanno Comune e Hera a raccogliere dati corretti per determinare le tariffe e le modalità definitiva di raccolta, da una sperimentazione incompleta?».
In generale, si è registrato negli ultimi giorni un crollo di affluenza nell’unico sportello ecologico ancora aperto, fino al 30 novembre, in zona est, il che fa supporre una riduzione molto relativa del monte-Carte smeraldo ancora da consegnare ai titolari di posizioni Tari. L’accumulo di sacchetti di organico ai piedi di bidoncini stracolmi, come già avvenuto nella sperimentazione di Pontelagoscuro, ha spinto l’amministrazione comunale a sollecitare il raddoppio dei contenitori marrone, operazione iniziata nei giorni scorsi e che si completerà in settimana: l’azienda ambientale ha dovuto reperire i nuovi bidoncini. (s.c.)
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