Camionista fermato da uomini armati
Bloccato nelle zone dove ha colpito Igor, i malviventi volevano rubargli il carico ma hanno trovato il mezzo pesante vuoto
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FILO. «Dacci il cellulare, seguici senza fare scherzi e non ti succederà niente»: prima le parole, poi le minacce mostrando pistole e così due uomini armati ieri mattina nel Mezzano hanno fatto scattare l’agguato ad un camionista che stava procedendo verso Ravenna. Poche parole, quelle essenziali. Sufficienti per far capire all’uomo che non avrebbe dovuto sottovalutare la situazione. Insufficienti per dare la possibilità al camionista di indovinare la provenienza dei malviventi, di carpirne l’accento: «Li ho sentiti parlare pochissimo, non mi sembravano italiani ma non lo so», avrebbe detto l’uomo più tardi.
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È notte fonda quando il camionista da Porto Viro parte in direzione Marghera. Fa freddo e in giro c’è poca gente, giusto qualche camion. Deve caricare sul mezzo un container-frigo che poi dovrà riempire di generi alimentari, margarina per l’esattezza. L’appuntamento è all’Unigrà di Conselice, nel Ravennate. Deve arrivare là presto perché poi il carico dovrà essere trasportato altrove. Il lavoro del camionista è fatto così; si macinano chilometri, si trasportano carichi e si fanno consegne. L’uomo alla guida percorre la strada statale Romea verso Ravenna poi, una volta giunto a Lido Nazioni, la lascia e prende per Valle Lepri immettendosi in via Mondo Nuovo; la strada provinciale in cui l’8 aprile scorso Igor/Ezechiele ha aperto il fuoco contro l’agente di polizia provinciale Marco Ravaglia e la guardia volontaria Valerio Verri. Il primo è rimasto ferito, il secondo ucciso. Ed è proprio qui, nel Mezzano, che scatta l’agguato al camionista che ad un incrocio viene fermato da un’auto, una Bmw scura. Sono le 6.30, e il buio domina ancora. Due uomini armati gli strappano il cellulare e gli dicono di seguirli, senza “sgarrare”. Il camionista fa come gli dicono. Tagliano per Anita e proseguono. Arrivano tra Filo e Longastrino, nei pressi di ponte del Mantello, il quale è inagibile e la strada chiusa. Si fermano.
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I due uomini fanno aprire i portelloni del mezzo al camionista e si trovano il container vuoto. Nervosi, perché il colpo va a vuoto, gli gettano il cellulare addosso e se ne vanno. Una volta rimasto solo, il camionista chiama i carabinieri e arrivano i militari di Longastrino con quelli del reparto operativo di Portomaggiore. Del fatto è stato informato il pm di turno, Ciro Savino. Il camion, a causa del fango e del peso, è rimasto bloccato nella campagna e solo alle 10, grazie ad un trattore, il conducente è riuscito a liberarsi e a tornare sulla carreggiata.
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