Decreto imprese balneari Parte il tour della protesta
Assobalneari si ribella al Disegno di legge che indirizza le concessioni alle aste Il presidente Licordari: qui c’è in gioco il futuro del sistema turistico nazionale
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LIDO ESTENSI. Si è svolta ieri a Riccione la prima Assemblea pubblica per ribadire la totale contrarietà a qualsiasi provvedimento legislativo che certifichi le evidenze pubbliche per le imprese balneari, e per tutte quelle che per svolgere la propria attività necessitano di una concessione. Si tratta di un’iniziativa di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria che via via toccherà le diverse località balneari della regione per ribadire e sottolineare la ferma opposizione al Ddl 4302 e a tutte le norme che intendono indirizzare le concessioni alle aste. «Abbiamo scelto di iniziare da Riccione - spiega il presidente di Assobalneari, Fabrizio Licordari di Lido Volano -, perché sono di queste parti i relatori del Disegno di legge che stabilisce le evidenze pubbliche o aste, con il supporto del sindaco di Rimini e della Regione Emilia Romagna, e vogliamo, proprio nel loro territorio spiegare a tutti le motivazioni dell’opposizione di Assobalneari Italia ai contenuti del testo, affinché vengano ad ascoltare i contenuti negativi della riforma che il governo sta tentando di approvare. Con precisione documentale spiegheremo come l’azione di Assobalneari sia riuscita a rallentare l’iter del testo, soprattutto grazie al lavoro trasversale compiuto tra tutte le sigle facenti parte di Federturismo Confindustria».
«Invitiamo tutti gli esponenti politici - precisa Licordari - a partecipare all’iniziativa e a confrontarsi con noi. Qui c’è in gioco il futuro del sistema turistico nazionale, di imprese e famiglie che hanno creduto e investito nel proprio lavoro; il tempo delle parole, false promesse o mezze verità è finito. Abbiamo bisogno di un impegno serio da parte della politica, che deve farsi carico di risolvere il problema delle concessioni in Italia come hanno fatto i Paesi Iberici, che hanno prorogato le proprie concessioni fino a 75 anni».
«Invitiamo tutti gli esponenti politici - precisa Licordari - a partecipare all’iniziativa e a confrontarsi con noi. Qui c’è in gioco il futuro del sistema turistico nazionale, di imprese e famiglie che hanno creduto e investito nel proprio lavoro; il tempo delle parole, false promesse o mezze verità è finito. Abbiamo bisogno di un impegno serio da parte della politica, che deve farsi carico di risolvere il problema delle concessioni in Italia come hanno fatto i Paesi Iberici, che hanno prorogato le proprie concessioni fino a 75 anni».
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