«Demolire è un’assurdità Il Grattacielo deve vivere»
di Marcello Pulidori
Parla Denis Gulinati lo storico custode dell’edificio che il Comune vuole abbattere Intanto i residenti preparano il ricorso al Tar. Giovedì l’incontro con gli avvocati
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Chi tiene da conto, chi custodisce il Grattacielo dice no. Un no secco, senza appelli. Capire chi rappresenta questa posizione è facile. Si vive soprattutto di tensioni, al Grattacielo. Ora la tensione è quella legata all’oramai famosa delibera della Giunta comunale (la 569/17) che sotto la dicitura “progetto di ristrutturazione” nasconde l’esatto contrario: la demolizione del Grattacielo. Torre A, torre B, torre C e corpo aggiunto via, in un colpo solo. Mentre la schiera dei contrari sembra rinfoltirsi, la Nuova Ferrara ha interpellato l’uomo che forse più di tutti tiene da conto queste storiche e alte mura. È Denis Gulinati, da 40 anni custode del Grattacielo, uno di cui si può veramente dire che del Grattacielo, appunto, conosce vita morte e miracoli. «Demolire il Grattacielo? Definirla una cosa assurda sarebbe dire poco - tuona Gulinati dall’altro capo del telefono - , sa cosa c’è di nuovo? Che il Comune con questa delibera che prevederebbe la demolizione finale come opera salvifica, vuole coprire le sue magagne ed il fatto di aver dimenticato per anni questa zona. Creda a me, questa è la verità. Il Comune (istituzione con cui Gulinati ha peraltro costanti e proficui rapporti, ndr) vuole scaricare sul Grattacielo problemi che in questi decenni non ha saputo risolvere. Le altre sono barzellette». Pesano tante cose, piccole e grandi, nelle accorate parole di Gulinati: un impegno ultra decennale per strappare questo condominio un po’ speciale al ruggito (e non solo) dei tanti barbari che lo hanno attraversato. Pesano sforzi personali, investimenti economici fatti da tantissime persone e che ora quella delibera del Comune (pur legittima) rischia di far dissolvere nel nulla. Tutto sparito. Sembrerebbe una soluzione un po’ sbrigativa. Non è così, Denis? «Ero presente all’assemblea di domenica sera - prosegue Denis - e ho anche detto la mia, che poi è quello che sto dicendo a lei. Abbattere il Grattacielo sarebbe la più grande sciocchezza del mondo! Certo, facile: c’è un problema? Bene, tu lo togli di mezzo abbattendo quello che ritieni il problema. Bella forza! Ma il problema non è il Grattacielo - va avanti Gulinati - , perché il degrado che lo circonda resterebbe anche senza il Grattacielo. E le persone che qui abitano? Ed i proprietari? E gli appartamenti? E gli studenti? Dove li mettiamo tutti questi punti interrogativi?». Certo nessuno ha la sfera di cristallo. «Queste tre torri - sottolinea il custode - sono parte della storia della città, nel bene e nel male. Eppoi - si arrabbia - , che senso avrebbe buttare giù tutto proprio adesso che s’iniziano a vedere i frutti della “bonifica” che stiamo attuando con tanta fatica assieme agli altri condòmini e alla amministratrice Tiziana Davì? Ditemi che senso avrebbe....». L’iter, chiamiamolo così, intanto procede. Per questa sera è fissata una riunione ristretta del “comitato dei 15”, un gruppo ristretto di residenti/proprietari incaricati dall’assemblea di condominio di seguire più da vicino le questioni più calde e di riferire alla stessa assemblea. Non è finita. Giovedì sera, difatti, è in programma un altro, importante incontro: quello tra i 2 avvocati dei proprietari, e i proprietari stessi. Oggetto: mettere a punto il ricorso al Tar contro la delibera che autorizzerebbe la demolizione. «Comunque il ricorso lo faremo, questo è certo», commenta Gulinati. Infine (ma è un “infine” pro tempore) il prossimo 6 dicembre, un mercoledì da leoni con, già convocata, l’assemblea dei condòmini alla presenza della Davì. L’impressione è che sia iniziata una battaglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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