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«Il Delta antico escluso dal Mab Unesco è illogico»

di Maurizio Barbieri
«Il Delta antico escluso dal Mab Unesco è illogico»

Massenzatica. Ragazzi, ex assessore e presidente del Cum critica l’esclusione Diverso trattamento per aree dello stesso Comune: ricorso per l’ampliamento

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MASSENZATICA. Parte del territorio mesolano, vedi Mesola capoluogo e Bosco sono stati inclusi nel Mab-Unesco mentre un’altra parte, il cosiddetto Delta antico, la parte aulica costituita da Ariano Ferrarese, Monticelli e Massenzatica ne è rimasto escluso. Un po’ come è accaduto per il territorio di Argenta dove una parte è stata compresa e un’altra parte invece è stata esclusa. A parlarne è Carlo Ragazzi di Monticelli, ex Democrazia cristiana, Partito popolare italiano, Democrazia europea poi approdato al Pd, ed ex consigliere comunale di maggioranza una prima volta quando il sindaco era Nello Mangolini e una seconda nella scorsa legislatura, quando aveva le deleghe ad attività produttive e bilancio, quando il primo cittadino era Lorenzo Marchesini, attuale presidente di Delta 2000: «Un fatto che non ha alcun senso, non si capisce come sia potuto accadere. Come Cum, Consorzio uomini di Massenzatica che gestisce 370 ettari di terreni per un totale di 620 famiglie coinvolte (Ragazzi ne è il presidente fino al 2020, ndr) stiamo cercando di porvi rimedio ed abbiamo già finalizzato la richiesta di inserimento. Qui in Emilia Romagna - prosegue Ragazzi - abbiamo idee di territorio diverse dal vicino Veneto dove tutti i comuni del Delta sono stati inseriti totalmente e non parzialmente. Qui invece vi sono aree dello stesso comune che un po’ sono state inserite e un po’ sono rimaste fuori. Le relative tavole sono state vagliate e approvate da parte del consiglio comunale di Mesola? Questo Mab-Unesco ritengo non sia stato adeguatamente condiviso. Si registrano diverse stranezze. Nel caso di Mesola non si valorizza la parte storica del territorio. Chi ha deciso tutto questo? Abbiamo chiesto incontri formali ma fino ad ora nessuno ha risposto».

Ragazzi precisa la propria idea: «Bisogna seguire la strada dell’ampliamento delle aree. È stata inserita una parte di territorio che nulla ha a che fare con il Po, ovvero il Reno e Cervia. In questo caso si sarebbe dovuta fare un’altra cosa, ovvero un’area vasta ambientale. Il Mab Unesco dovrebbe essere una valorizzazione che si dà al territorio e alle aziende agricole. Ritengo che qualcuno abbia sbagliato».

Il (Mab – Man and Biosphere) è iniziativa intergovernativa, del settore scienze dell’Unesco che ha per obiettivo principale quello di promuovere, sin dal 1971, l’idea che sviluppo socioeconomico e conservazione degli ecosistemi e della diversità biologica e culturale non siano incompatibili fra loro: in sintesi, il concetto di quello che viene chiamato “Sviluppo Sostenibile”. Nell’ambito di tale programma è stata costituita una rete mondiale di Riserve della Biosfera dove l’accento è posto su forme di gestione integrata, partecipata e decentralizzata dello sviluppo.

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