La Cgil contro il Governo «Pensioni, così non va»
Presentati i contenuti della manifestazione nazionale prevista per sabato Zagatti: ci aspettavamo segnali precisi per contrastare le tante disuguaglianze
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Per cambiare il sistema previdenziale, sostenere sviluppo e occupazione e per garantire futuro ai giovani.
Questi gli argomenti affrontati dalla segreteria confederale della Cgil presenti Riccardo Grazzi, Cristiano Zagatti e Francesca Battista, nel presentare la manifestazione, "Pensioni i conti non tornano" che si svolgerà sabato in diverse piazze d'Italia. L'Emilia-Romagna confluirà a Roma.
«Parliamo di pensioni e non solo - ha detto Zagatti - perché abbiamo riscontrato che la legge di stabilità per il 2018 è uguale alle precedenti. Ci aspettavamo dal Governo segnali per contrastare la crescita delle disuguaglianze ma, purtroppo, non sono arrivate. Si sbandierano i 900 mila posti di lavoro creati mentre l'Istat dice che mancano ancora 1,2 milioni di posti rispetto al 2007. La situazione non è rosea, come si vuol far credere, ma è, e resta, drammatica. Non è nemmeno adeguata la risposta all'evasione. Di fronte ad oltre 111 miliardi di evasioni all'anno, il Governo ha previsto un recupero di solo 3,9 miliardi. Troppo poco. Chiediamo anche che venga notevolmente aumentato lo stanziamento a favore del progetto Industria 4.0».
La Cgil ritiene che la legge Fornero non è stata una riforma previdenziale ma una manovra finanziaria adottata per fare cassa scaricando sui lavoratori e i pensionati il principale onere del risanamento dei conti pubblici. Si chiede quindi di superare questo modello e creare un nuovo sistema previdenziale sostenibile, economicamente e socialmente, che sappia tenere insieme tutte le generazioni ed essere equo e incardinato sul pilastro pubblico. «Le risposte avute dal Governo - continua Zagatti - in questa fase del confronto sulla previdenza sono state del tutte insufficienti. Su alcuni capitoli le risposte sono state del tutto marginali e su altri, come giovani e donne, sono state inesistenti. Per la Cgil è necessario una vera riforma previdenziale che superi la legge Fornero per ridare una prospettiva certa al futuro previdenziale di tutte le generazioni».
Sembrava che ci fosse lo spiraglio per qualche passo in avanti e aperture concrete.
Cosa è successo per arrivare a questo braccio di ferro? «Effettivamente - conclude Zagatti - , il confronto dello scorso anno, la cosiddetta fase uno, aveva permesso di fare alcuni passi concreti. Il confronto di questi giorni, la fase due, non ha permesso di fare altrettanto interrompendo il processo, seppur graduale, di riforma del sistema». Di conseguenza è partito il rafforzamento della mobilitazione. «Dopo una preparazione - ha spiegato la Battista - con assemblee nei posti di lavoro, contiamo di portare sabato a Roma 15 pullman con 700 persone. Alcune associazioni, per favorire l'affluenza, hanno organizzato degli scioperi. A livello locale stiamo valutando se è opportuno fare anche noi una mossa simile».
Giuliano Barbieri
Questi gli argomenti affrontati dalla segreteria confederale della Cgil presenti Riccardo Grazzi, Cristiano Zagatti e Francesca Battista, nel presentare la manifestazione, "Pensioni i conti non tornano" che si svolgerà sabato in diverse piazze d'Italia. L'Emilia-Romagna confluirà a Roma.
«Parliamo di pensioni e non solo - ha detto Zagatti - perché abbiamo riscontrato che la legge di stabilità per il 2018 è uguale alle precedenti. Ci aspettavamo dal Governo segnali per contrastare la crescita delle disuguaglianze ma, purtroppo, non sono arrivate. Si sbandierano i 900 mila posti di lavoro creati mentre l'Istat dice che mancano ancora 1,2 milioni di posti rispetto al 2007. La situazione non è rosea, come si vuol far credere, ma è, e resta, drammatica. Non è nemmeno adeguata la risposta all'evasione. Di fronte ad oltre 111 miliardi di evasioni all'anno, il Governo ha previsto un recupero di solo 3,9 miliardi. Troppo poco. Chiediamo anche che venga notevolmente aumentato lo stanziamento a favore del progetto Industria 4.0».
La Cgil ritiene che la legge Fornero non è stata una riforma previdenziale ma una manovra finanziaria adottata per fare cassa scaricando sui lavoratori e i pensionati il principale onere del risanamento dei conti pubblici. Si chiede quindi di superare questo modello e creare un nuovo sistema previdenziale sostenibile, economicamente e socialmente, che sappia tenere insieme tutte le generazioni ed essere equo e incardinato sul pilastro pubblico. «Le risposte avute dal Governo - continua Zagatti - in questa fase del confronto sulla previdenza sono state del tutte insufficienti. Su alcuni capitoli le risposte sono state del tutto marginali e su altri, come giovani e donne, sono state inesistenti. Per la Cgil è necessario una vera riforma previdenziale che superi la legge Fornero per ridare una prospettiva certa al futuro previdenziale di tutte le generazioni».
Sembrava che ci fosse lo spiraglio per qualche passo in avanti e aperture concrete.
Cosa è successo per arrivare a questo braccio di ferro? «Effettivamente - conclude Zagatti - , il confronto dello scorso anno, la cosiddetta fase uno, aveva permesso di fare alcuni passi concreti. Il confronto di questi giorni, la fase due, non ha permesso di fare altrettanto interrompendo il processo, seppur graduale, di riforma del sistema». Di conseguenza è partito il rafforzamento della mobilitazione. «Dopo una preparazione - ha spiegato la Battista - con assemblee nei posti di lavoro, contiamo di portare sabato a Roma 15 pullman con 700 persone. Alcune associazioni, per favorire l'affluenza, hanno organizzato degli scioperi. A livello locale stiamo valutando se è opportuno fare anche noi una mossa simile».
Giuliano Barbieri
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