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«Lascio la guida del Pd C’è bisogno di ricambio»

«Lascio la guida del Pd C’è bisogno di ricambio»

Portomaggiore, dopo nove anni Dario Bernardi si dimette da segretario Rimarrà in consiglio come capogruppo. Venerdì il congresso: Ruiba candidato

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PORTOMAGGIORE. Dopo nove anni trascorsi alla guida del Partito democratico portuense Dario Bernardi, 33 anni, ingegnere idraulico, dipendente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, si presenterà dimissionario al congresso che si svolgerà venerdì 1 dicembre con inizio azlle ore 18 nelle sale del Centro Olmo. «Il motivo delle mie dimissioni è presto spiegato - esordisce lo stesso Bernardi - c’è bisogno di un ricambio, un rinnovamento, un normale avvicendamento. C’è una persona che si mette a disposizione (Valentino Ruiba, 4557 anni, presidente della sezione Avis portuense dalla quale si è già dimesso, ndr). Non si tratta di un disimpegno - prosegue Bernardi -, in quanto rimarrò come capogruppo del Pd in consiglio comunale».

In questi nove anni quali sono state le principali soddisfazioni?

«Senza dubbio le due campagne elettorali portate a termine con la conseguente vittoria del candidato del centro sinistra (Nicola Minarelli, ndr) e poi lavorare accanto ai volontari del centro l’Olmo, persone straordinarie che desidero ringraziare. I risultati conseguiti senza il loro apporto non si sarebbero potuti ottenere. Il loro impegno è stato determinante».

Il rammarico maggiore?

«Lo scarso avvicendamento che c’è in politica e la stessa politica ha molte responsabilità in tutto questo. Non si riesce a coinvolgere i giovani. La politica non suscita il loro interesse e su questo ci dobbiamo interrogare e trovare delle risposte».

Qual’è il problema principale di Portomaggiore in questo momento?

«Si tratta di un problema comune a molte altre realtà, ovvero la creazione e l’opportunità di lavoro e il problema del calo demografico».

Atttualmente il Comune di Portomaggiore è alle prese con il problema del buco di bilancio. Che idea si è fatto?

«Ci sono stati errori gravi dal punto di vista tecnico. Il gruppo è compatto e sostiene l’operato dell’amministrazione. Certo abbiamo davanti sfide che dobbiamo saper affrontare. Ripeto, gli errori sono stati tecnici e non politici».

Una questione che riguarda Portomaggiore e tutti i comuni riguarda l’immigrazione. Com’è la situazione attualmente?

«Un problema che il comune ha avuto prima di altre realtà con la massiccia affluenza di pakistani iniziata agli inizi del Duemila. La strada da seguire è una sola, ossia nessun privilegio e nessuna discriminazione. Un ruolo importante lo stanno svolgendo le associazioni di volontariato e la scuola. Gli obiettivi primari sono quelli della convivenza e tolleranza».(m.bar.)



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