«Ridiscutere i vincoli del Reno»
Fiorentini chiede un incontro in Regione per parlare dello stato delle arginature
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ARGENTA. Tornano a far parlare di sé le condizioni del fiume Reno ed è proprio il sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini, a chiedere alla Regione che a riguardo venga istituito al più presto un tavolo di confronto.
«Chiediamo - si legge nella nota del sindaco - un confronto con la Regione e per suo tramite con tutti gli organi competenti, primi i consorzi di Bonifica, sulla stato del fiume Reno. In particolare vorremmo discutere i vincoli ambientali previsti per l’alveo del fiume, Zona di Protezione Speciale (Zps) inserita nella rete Natura 2000. Questi infatti prevedono forti limiti alla possibilità di manutenzione dell’area e di conseguenza hanno un sensibile impatto sulla sua sicurezza».
«Riconosco - scrive Fiorentini - che le regole di protezione ambientale previste dai siti di Rete Natura 2000 hanno un impatto molto positivo per la tutela dell’ambiente e delle specie autoctone, tuttavia queste prevedono indicazioni che sono impattanti per stabilità idraulica del nostro fiume».
Secondo Fiorentini, il proliferare della fauna e in particolar modo di istrici, volpi e nutrie, starebbe mettendo a repentaglio la tenuta delle arginature. Ad aggiungersi a ciò ci sarebbe anche l’imboschimento dell’alveo che produce rifiuti legnosi, tronchi e rami che troverebbero ostacolo nel defluire anche a causa della vegetazione crescente, creando pericolose dighe nelle strette del fiume o in prossimità di ponti e viadotti.
«Da anni - spiega - segnaliamo queste particolari problematiche, ma voglio sottolineare che i recenti avvenimenti climatici, che stanno diventando periodici e frequenti, peggiorano di molto la situazione e perciò ritengo che sia necessario intervenire con urgenza, soprattutto in alcuni punti che segnaliamo da tempo per la loro fragilità come il ponte Bastia o il ponte di Traghetto. Questa preoccupazione so essere condivisa da tutti i Comuni attraversati dal Reno, ma il tratto argentano, soprattutto alla confluenza con il Sillaro, è il punto dove molti di questi problemi si raccolgono e amplificano».
«Chiediamo - si legge nella nota del sindaco - un confronto con la Regione e per suo tramite con tutti gli organi competenti, primi i consorzi di Bonifica, sulla stato del fiume Reno. In particolare vorremmo discutere i vincoli ambientali previsti per l’alveo del fiume, Zona di Protezione Speciale (Zps) inserita nella rete Natura 2000. Questi infatti prevedono forti limiti alla possibilità di manutenzione dell’area e di conseguenza hanno un sensibile impatto sulla sua sicurezza».
«Riconosco - scrive Fiorentini - che le regole di protezione ambientale previste dai siti di Rete Natura 2000 hanno un impatto molto positivo per la tutela dell’ambiente e delle specie autoctone, tuttavia queste prevedono indicazioni che sono impattanti per stabilità idraulica del nostro fiume».
Secondo Fiorentini, il proliferare della fauna e in particolar modo di istrici, volpi e nutrie, starebbe mettendo a repentaglio la tenuta delle arginature. Ad aggiungersi a ciò ci sarebbe anche l’imboschimento dell’alveo che produce rifiuti legnosi, tronchi e rami che troverebbero ostacolo nel defluire anche a causa della vegetazione crescente, creando pericolose dighe nelle strette del fiume o in prossimità di ponti e viadotti.
«Da anni - spiega - segnaliamo queste particolari problematiche, ma voglio sottolineare che i recenti avvenimenti climatici, che stanno diventando periodici e frequenti, peggiorano di molto la situazione e perciò ritengo che sia necessario intervenire con urgenza, soprattutto in alcuni punti che segnaliamo da tempo per la loro fragilità come il ponte Bastia o il ponte di Traghetto. Questa preoccupazione so essere condivisa da tutti i Comuni attraversati dal Reno, ma il tratto argentano, soprattutto alla confluenza con il Sillaro, è il punto dove molti di questi problemi si raccolgono e amplificano».
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