Cna: «Patti non rispettati» Govoni: «E io non ci sto»
di Gian Pietro Zerbini
Dura reazione degli artigiani all’accordo dei commercianti ferraresi con Ravenna
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È stato un duro colpo per la Cna di Ferrara scoprire che la cordata tra 8 associazioni ferraresi per cercare di portare Paolo Govoni alla presidenza della nuova Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna sia è spezzata sul più bello. E lo stesso Govoni, venendo meno per lui l’appoggio di alcune associazioni ferrarese, ha già fatto sapere che non è interessato a ricoprire il ruolo di vicepresidente che gli avevano offerto.
In casa Cna, il presidente Davide Bellotti e il direttore Diego Benatti, alla notizia dell’accordo raggiunto tra le associazioni del commercio di Ferrara, Ascom e Confesercenti, di sostenere il candidato ravennate alla presidenza Giorgio Guberti, hanno espresso «grande preoccupazione per il corso preso dalle trattative che vedono impegnate le associazioni di Ferrara e Ravenna nella stesura di un accordo complessivo che definisca le priorità per i territori e per lo sviluppo delle imprese, oltre che per la definizione e la composizione dei diversi organi della futura Camera di Commercio».
Bellotti e Benatti ricordano infatti il protocollo d’intesa che impegnava Ascom, Cna, Confesercenti, Confcooperative, Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Legacoop attorno ad alcuni punti fermi. In particolare si stava lavorando sull’organizzazione e la capacità di coordinamento delle attività che l’istituzione camerale deve continuare a garantire nei diversi territori. Oltre alla tutela e valorizzazione della rappresentatività attraverso la creazione di articolazioni organizzative e funzionali che garantiscano la possibilità di mantenere il livello di gestione dei problemi il più vicino possibile alle aziende insediate nei territori. Ma tra tanti punti fermi ce ne era uno che secondo i vertici della Cna andava rispettato: la Presidenza della Camera di Commercio, in una logica di alternanza, per il primo mandato doveva essere espressione del territorio di Ferrara.
«Riteniamo - dicono Bellotti e Benatti - che la Camera di Commercio della nostra provincia sia stato un esempio in tutta Italia di gestione efficace ed efficiente di risorse. In questi anni tutti gli organi hanno lavorato in grande armonia e in collaborazione con tutte le associazioni di categoria del territorio. Ciò è stato reso possibile dalla lungimiranza del suo presidente Paolo Govoni e dal clima di grande collaborazione di tutti i membri della Giunta. Alla Cna di Ferrara non interessano le poltrone ma i progetti chiari e il rispetto degli accordi. Il sistema economico ferrarese deve dimostrare di essere unito e coeso».
In questi mesi, segnalano i dirigenti Cna, si è riunito più volte il tavolo dell’imprenditoria ferrarese attorno al quale siedono tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria e si è sempre convenuto di portare avanti nella trattativa con Ravenna la necessità di avere la parità del numero dei membri negli organi (giunta e consiglio) e la Presidenza a Ferrara nel primo mandato di 5 anni.
« Cna di Ferrara ha avuto l’onore (e l’onere) di fungere da portavoce di questa posizione. Nei due incontri che si sono svolti tra la Delegazione di Ferrara e quella di Ravenna nessuna Associazione ferrarese presente, tra cui quelle del commercio, ha mai espresso una volontà diversa. Chiediamo pertanto che venga chiarito l’eventuale mancato accordo e che se qualcuno ha cambiato idea lo espliciti e soprattutto che provi a spiegare alle imprese, ai cittadini, alle Istituzioni, al territorio, che vantaggio conseguirà ad una scelta diversa da quella sottoscritta a maggio».
Cna auspica un ripensamento di questa decisione, ma nel contempo assicura che non salirà per protesta sull’Aventino ma continuerà a lavorare per la crescita del territorio «che ha molta più importanza delle poltrone».
In casa Cna, il presidente Davide Bellotti e il direttore Diego Benatti, alla notizia dell’accordo raggiunto tra le associazioni del commercio di Ferrara, Ascom e Confesercenti, di sostenere il candidato ravennate alla presidenza Giorgio Guberti, hanno espresso «grande preoccupazione per il corso preso dalle trattative che vedono impegnate le associazioni di Ferrara e Ravenna nella stesura di un accordo complessivo che definisca le priorità per i territori e per lo sviluppo delle imprese, oltre che per la definizione e la composizione dei diversi organi della futura Camera di Commercio».
Bellotti e Benatti ricordano infatti il protocollo d’intesa che impegnava Ascom, Cna, Confesercenti, Confcooperative, Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Legacoop attorno ad alcuni punti fermi. In particolare si stava lavorando sull’organizzazione e la capacità di coordinamento delle attività che l’istituzione camerale deve continuare a garantire nei diversi territori. Oltre alla tutela e valorizzazione della rappresentatività attraverso la creazione di articolazioni organizzative e funzionali che garantiscano la possibilità di mantenere il livello di gestione dei problemi il più vicino possibile alle aziende insediate nei territori. Ma tra tanti punti fermi ce ne era uno che secondo i vertici della Cna andava rispettato: la Presidenza della Camera di Commercio, in una logica di alternanza, per il primo mandato doveva essere espressione del territorio di Ferrara.
«Riteniamo - dicono Bellotti e Benatti - che la Camera di Commercio della nostra provincia sia stato un esempio in tutta Italia di gestione efficace ed efficiente di risorse. In questi anni tutti gli organi hanno lavorato in grande armonia e in collaborazione con tutte le associazioni di categoria del territorio. Ciò è stato reso possibile dalla lungimiranza del suo presidente Paolo Govoni e dal clima di grande collaborazione di tutti i membri della Giunta. Alla Cna di Ferrara non interessano le poltrone ma i progetti chiari e il rispetto degli accordi. Il sistema economico ferrarese deve dimostrare di essere unito e coeso».
In questi mesi, segnalano i dirigenti Cna, si è riunito più volte il tavolo dell’imprenditoria ferrarese attorno al quale siedono tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria e si è sempre convenuto di portare avanti nella trattativa con Ravenna la necessità di avere la parità del numero dei membri negli organi (giunta e consiglio) e la Presidenza a Ferrara nel primo mandato di 5 anni.
« Cna di Ferrara ha avuto l’onore (e l’onere) di fungere da portavoce di questa posizione. Nei due incontri che si sono svolti tra la Delegazione di Ferrara e quella di Ravenna nessuna Associazione ferrarese presente, tra cui quelle del commercio, ha mai espresso una volontà diversa. Chiediamo pertanto che venga chiarito l’eventuale mancato accordo e che se qualcuno ha cambiato idea lo espliciti e soprattutto che provi a spiegare alle imprese, ai cittadini, alle Istituzioni, al territorio, che vantaggio conseguirà ad una scelta diversa da quella sottoscritta a maggio».
Cna auspica un ripensamento di questa decisione, ma nel contempo assicura che non salirà per protesta sull’Aventino ma continuerà a lavorare per la crescita del territorio «che ha molta più importanza delle poltrone».
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