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Neonata nel freezer: «Se fosse nata in ospedale forse si sarebbe salvata»

di Samuele Govoni
Neonata nel freezer: «Se fosse nata in ospedale forse si sarebbe salvata»

Migliarino, depositate due delle tre perizie fatte sul corpicino. La madre della piccola quando arrivò al pronto soccorso disse di essere caduta

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MIGLIARINO. Era nata viva e forse se il parto fosse stato in ospedale avrebbe avuto la possibilità di salvarsi. Invece per la piccola, nata prematura (7/8 mesi) in una casa a Migliarino, la vita si è interrotta quasi subito. Ha respirato, questo sì, ma non si sa se poco o a lungo. I fatti risalgono allo scorso giugno, a quando la polizia ha trovato il corpo esanime della bambina dentro ad un freezer nella casa in cui vivevano Mirka Rolfini (la madre indagata per la morte della figlia avvenuta appena dopo il parto e per occultamento di cadavere), il marito e altri sei figli. La situazione è molto delicata ed è presto per trarre conclusioni. Lo avevano già detto nei mesi scorsi le pm Volta e Cavallari: «Il caso è soggetto a continue evoluzioni e al momento non è possibile trarre conclusioni».

Due delle tre perizie per fare luce su questa drammatica vicenda sono state depositate. Ora gli avvocati difensori della Rolfini, Gianluigi Pieraccini e Monica Guerzoni, attendano che anche la terza, quella che dovrà stabilire quali siano state le cause della morte, venga presentata. «La prima, una perizia genetica, necessaria per confermare la maternità e la paternità della coppia ha avuto esito positivo. La seconda - spiega l’avvocato Pieraccini -, una perizia ginecologica, necessaria per accertare l’eventuale influenza che i farmaci presi dalla signora Rolfini durante la gravidanza possono aver avuto su di essa. Per capire se i medicinali possano avere provocato sofferenza fetale e importanti perdite di sangue. Ora però - prosegue - aspettiamo che la dottoressa Gaudio depositi anche la sua perizia. Questi esami potranno stabilire le reali cause della morte. Solo allora, potremo iniziare ad avere un quadro complessivo della situazione».

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La donna avrebbe partorito da sola nella vasca da bagno il 2 giugno scorso. Dopo aver tagliato il cordone ombelicale sarebbe svenuta. Quattro giorni più tardi si sarebbe presentata al pronto soccorso dicendo di essere caduta ma, a seguito dei controlli è emerso il suo stato. L’allarme è scattato il 6 giugno quando la segnalazione dell’ospedale è arrivata in procura e alla polizia, ed è stata attivata la ricerca del corpicino. Per due giorni gli agenti lo hanno cercato nella casa senza esito ma l’8 giugno la donna ha detto che la piccola si trovava nel freezer. La donna è rimasta ricoverata a Cona per 10 giorni, prima in rianimazione e poi in ginecologia. «Se la donna avesse partorito in una struttura ospedaliera attrezzata - ha affermato Pieraccini - le probabilità che la bambina sopravvivesse erano più alte».
 

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