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atti secretati sull’inchiesta del buco 

«Nuove regole per la vigilanza un compito per il legislatore»

«Nuove regole per la vigilanza un compito per il legislatore»

È stata una seduta, a intermittenza: perché la diretta l’audizione dei tre magistrati della procura ferrarese è stata stoppata – secretata – più volte (la diretta streaming su Radio Radicale), quando...

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È stata una seduta, a intermittenza: perché la diretta l’audizione dei tre magistrati della procura ferrarese è stata stoppata – secretata – più volte (la diretta streaming su Radio Radicale), quando i pm parlavano dell’inchiesta sul Grande crac, che vede indagati 26 tra ex amministratori nell’epoca 2007/2013. Un’inchiesta in corso a fronte di quella che sta finendo, il processo sull’aumento di capitale (oggi, la prossima udienza): «Intendiamo chiudere entro la fine dell’anno l’udienza preliminare e nel caso di rinvio a giudizio, fissare il processo nel 2018», illustra i tempi il procuratore Castaldini ai membri della Commissione. Ma anche sul troncone sul crac 2007/2013, i commissari pongono una precisa domanda ai magistrati: scomodando le parole del pg Ignazio De Francisci (vi ricordate all’inaugurazione dell’anno giudiziario) che parlò di aumento di capitale come «atto criminale» e dei tanti «grandi debitori». Qui in Carife, non come nelle altre banche, la concausa del crac sono state le esposizioni (i cosiddetti crediti deteriorati): i soldi prestati a pochi soggetti o investiti in operazioni per nulla redditizie. Il pm Longhi si limita a dire che sull’inchiesta del crac «stiamo verificando se vi siano elementi per contesta re eventuali erogazioni in termini di dissipazione, se concesse senza garanzie». Le operazioni Vegagest/Siano, Commercio-Finanza, Acqua Marcia, Deiulemar, e tanti altri buchi di centinaia di milioni di euro, usciti da Carife e mai rientrati. Uno tra i tanti membri della Commissione, il vice presidente Brunetta, ieri era incalzante più del solito: «Ho una domanda che mi angoscia: come commissione stiamo analizzando 7 banche Monte Paschi, le due Venete, e le 4 del Salvabanche, ndr), se il male fosse solo per queste sulle 200 presenti in Italia, sarei sollevato, ma non è così: a vostro avviso – dice ai pm – quale è la situazione del sistema bancario italiano e per rendere efficaci queste audizioni cosa fare per cambiare regole alla vigilanza? «Difficile rispondere in modo generale» ribadiscono i pm. Ma spiega la Castaldini «ovviamente la magistratura interviene quanto la situazione è conclamata (dopo il crac, ndr) per trovare elementi e cercare di capire cosa sia successo. Diverso è il compito del legislatore e della politica». Che avrà molto da lavorare: insomma, i magistrati stanno facendo la loro parte. Oggi più che mai, occorre cambiare le regole sui controllori.

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