pieve di cento
Orefice sequestrato e picchiato
La rapina sfuma e abbandonano il commerciante in un furgone
2 MINUTI DI LETTURA
PIEVE DI CENTO. Un commerciante di preziosi e orologi è stato sequestrato da una banda di rapinatori l’altra sera nei pressi della sua abitazione a Pieve di Cento. Giorgio Vitali, 66 anni, è stato trovato legato dentro un furgone rubato, nelle campagne di Borgo Panigale, abbandonato dai malviventi che sarebbero fuggiti a mani vuote.
L’uomo è stato aggredito verso le 22 in via San Carlo, a Pieve, mentre rientrava a casa in bici. Un furgone lo ha affiancato e speronato, facendolo cadere, poi è stato caricato a forza sul mezzo e picchiato da almeno due rapinatori, che si sono fatti consegnare le chiavi di casa. Quando sono entrati nell’abitazione, dove c’è anche il laboratorio del commerciante, sarebbe scattato l’allarme che ha costretto i malviventi a rinunciare al colpo. Sono così risaliti sul furgone e hanno guidato fino a via Punta, una strada isolata di Borgo Panigale, dove hanno lasciato il mezzo con dentro Vitali.
Dopo qualche minuto l’uomo è riuscito a rompere un finestrino e a chiedere aiuto, richiamando l’attenzione di alcuni residenti della zona che hanno avvisato 113. Il commerciante è stato così soccorso e portato all’ospedale Maggiore. Sull’episodio sono in corso indagini congiunte di carabinieri e polizia. Lo stesso gioielliere aveva già subito nel 1998 un tentativo di rapina, alla quale era sfuggito restando leggermente ferito. In quell’occasione tre rapinatori gli avevano teso un agguato al quale però Vitali era scampato. Raggiunto da due colpi di pistola, venne ferito solamente in maniera superficiale. Due degli aggressori vennero in breve tempo catturati mentre il terzo venne arrestato in Perù dopo sei anni di latitanza. L’uomo di Pieve, noto in paese per la sua professione, oltre a orologi e preziosi tratterebbe anche opere d’arte.
La banda potrebbe aver osservato le abitudini del gioielliere prima di entrare in azione oppure potrebbero aver ottenuto informazioni da qualcuno vicino alla vittima. Ipotesi per il momento che potranno essere confermate o smentite solo col procedere delle indagini.
L’uomo è stato aggredito verso le 22 in via San Carlo, a Pieve, mentre rientrava a casa in bici. Un furgone lo ha affiancato e speronato, facendolo cadere, poi è stato caricato a forza sul mezzo e picchiato da almeno due rapinatori, che si sono fatti consegnare le chiavi di casa. Quando sono entrati nell’abitazione, dove c’è anche il laboratorio del commerciante, sarebbe scattato l’allarme che ha costretto i malviventi a rinunciare al colpo. Sono così risaliti sul furgone e hanno guidato fino a via Punta, una strada isolata di Borgo Panigale, dove hanno lasciato il mezzo con dentro Vitali.
Dopo qualche minuto l’uomo è riuscito a rompere un finestrino e a chiedere aiuto, richiamando l’attenzione di alcuni residenti della zona che hanno avvisato 113. Il commerciante è stato così soccorso e portato all’ospedale Maggiore. Sull’episodio sono in corso indagini congiunte di carabinieri e polizia. Lo stesso gioielliere aveva già subito nel 1998 un tentativo di rapina, alla quale era sfuggito restando leggermente ferito. In quell’occasione tre rapinatori gli avevano teso un agguato al quale però Vitali era scampato. Raggiunto da due colpi di pistola, venne ferito solamente in maniera superficiale. Due degli aggressori vennero in breve tempo catturati mentre il terzo venne arrestato in Perù dopo sei anni di latitanza. L’uomo di Pieve, noto in paese per la sua professione, oltre a orologi e preziosi tratterebbe anche opere d’arte.
La banda potrebbe aver osservato le abitudini del gioielliere prima di entrare in azione oppure potrebbero aver ottenuto informazioni da qualcuno vicino alla vittima. Ipotesi per il momento che potranno essere confermate o smentite solo col procedere delle indagini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
