PARLAMENTO
Per i risparmiatori traditi fondo da cinquanta milioni
È di cinquanta milioni di euro in due anni la dotazione economica del fondo per rimborsare i risparmiatori traditi dalle banche, la misura annunciata dal segretario del Pd Matteo Renzi durante il...
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È di cinquanta milioni di euro in due anni la dotazione economica del fondo per rimborsare i risparmiatori traditi dalle banche, la misura annunciata dal segretario del Pd Matteo Renzi durante il confronto con gli Azzerati, a bordo del treno dem. Da promessa si è concretizzata in un emendamento alla Manovra presentato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, in cui è stata delineata la cornice dell’intervento: «È istituito - si legge nel testo - un “Fondo di ristoro finanziario” con una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, in favore di risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, non altrimenti risarcito o indennizzato, in ragione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico sull’intermediazione finanziaria, cui al decreto legislativo 58/1980».
Definire il concetto di risparmiatori, allargandolo ai piccoli azionisti, e individuare i meccanismi che diano una sorta di priorità ai danneggiati delle quattro banche risolte, tra cui Carife, e delle Venete - obiettivi più volte assicurati dallo stesso Baretta e dai parlamentari locali del Partito Democratico - sarà compito ministeriale. L’emendamento dà tempo quattro mesi dall’entrata in vigore della legge per varare il regolamento.
«Il fondo dovrà forzatamente partire da un danno riconosciuto, non abbiamo ancora messo a punto il meccanismo e ci rendiamo conto che attendere la conclusione dei procedimenti penali sarebbe una procedura molto lunga, ma certo non si potrà fare con un’autocertificazione» diceva due settimane fa proprio Baretta, sentito dalla Nuva Ferrara.
Definire il concetto di risparmiatori, allargandolo ai piccoli azionisti, e individuare i meccanismi che diano una sorta di priorità ai danneggiati delle quattro banche risolte, tra cui Carife, e delle Venete - obiettivi più volte assicurati dallo stesso Baretta e dai parlamentari locali del Partito Democratico - sarà compito ministeriale. L’emendamento dà tempo quattro mesi dall’entrata in vigore della legge per varare il regolamento.
«Il fondo dovrà forzatamente partire da un danno riconosciuto, non abbiamo ancora messo a punto il meccanismo e ci rendiamo conto che attendere la conclusione dei procedimenti penali sarebbe una procedura molto lunga, ma certo non si potrà fare con un’autocertificazione» diceva due settimane fa proprio Baretta, sentito dalla Nuva Ferrara.
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