Tariffe comunali ferme ma la sosta rincarerà
Per le strisce blu aumento dell’8%. Tagliani: tasse imprese ai minimi in regione Effetto Palaspecchi e mercato in ripresa, oneri di urbanizzazione raddoppiati
3 MINUTI DI LETTURA
Tariffe ferme con l’eccezione della sosta, che aumenterà probabilmente meno del 10%; meno trasferimenti statali a causa anche dalla graduale uscita dal cratere del sisma, compensato in parte da un boom degli oneri di urbanizzazione, indicatori di «un mercato che comincia a dare segni di risveglio». Conferma, in sostanza, di un quadro impositivo «che pone Ferrara al livello più basso a livello regionale per quanto riguarda la tassazione delle imprese, dopo la sola Reggio Emilia, a dispetto di quanto qualcuno afferma in questi giorni». Il sindaco Tiziano Tagliani ha spiegato così l’impostazione di fondo del bilancio preventivo 2018-2020, che non cambia granché rispetto al budget 2017 e prepara il terreno, in pratica, i rendiconti del periodo elettorale. Ne è testimonianza l’ipotesi di scaglionare i pagamenti ormai probabilissimi del derivato Dexia, almeno 6,5 milioni, in diverse annate a partire dalla prossima, come previsto dalla delibera in approvazione domani in Consiglio comunale, «così evitiamo un peso eccessivo su di un solo bilancio» è la motivazione del sindaco.
Tasse a parte, bloccate per legge nazionale, la scelta che la giunta illustrerà oggi pomeriggio in Commissione consiliare è di non toccare le varie imposta di soggiorno, rette scolastiche (ci sarà anzi una riduzione del 10% per le mense, negli asili per i redditi medio alti e per i fratelli) e tariffe per i servizi a domanda individuale: in controtendenza, appunto, la tariffa sosta, «visti gli investimenti che Ferrara Tua effettuerà mantenendo gratuiti parcheggi come ex Mof e via del Lavoro» ha detto Tagliani. L’ipotesi è di passare da 1,20 a 1,30 euro la prima ora delle strisce blu nella zona più vicina al centro, circa l’8% dunque, con le altre tariffe a ruota. L’altra variazione significativa sul fronte entrate è alla voce oneri di urbanizzazione, visto che si passa da 2.150.000 euro dell’anno in corso ai 4.080.000 del 2018, per poi tornare a 2.700.000 negli anni successivi. L’assessore Luca Vaccari ha parlato appunto di segnali incoraggianti dal mercato immobiliare già registrati negli atti municipali 2018, senza specificare il peso del maxi-cantiere dell’ex Palaspecchi, all’interno del quale è previsto da settembre-ottobre l’apertura di uno studentato; fare previsioni più a lungo termine però non è prudente. In uscita la variazione più rilevante è la riduzione di 1,2 milioni di trasferimenti statali per il sisma, mentre bisogna iniziare a mettere in conto la perdita di 1,4 milioni di contratti di canoni per uso dei cavidotti.
Questa sostanziale invarianza fiscale s’innesta in un quadro che, secondo l’osservatorio Cna sulla tassazione delle imprese, che mette a raffronto i capoluoghi di provincia. L’incidenza di imposte e tributi locali a livello nazionale è in media del 19,6%, un dato che a Ferrara si abbassa al 17,5%: Reggio Emilia è l’unica città emiliana a fare molto meglio, con 15,3%, Ravenna e Modena sono lì, rispettivamente con 17,4 e 17,7%. La variazione degli ultimi cinque anni è stata minima a livello nazionale, +1,8%, e Ferrara è praticamente in media: +1,7%.
Per quanto riguarda i grandi numeri, subisce un rallentamento il trend di riduzione del debito, passato dai 167,4 milioni del 2008 agli 81,9 dell’anno prossimo; bisogna però aggiungere 8,3 milioni di nuovi mutui, una tendenza che proseguirà anche nel 2019 con 11,8 milioni. Le spese di servizio del debito continueranno però a calare, sia pure in maniera poco significativa a partire dal 2019.
Tra gli interventi previsti un discorso a parte merita il Grattacielo, per riqualificare il quale l’amministrazione comunale ha introitato 2 milioni di euro dallo Stato. I soldi sono iscritti a bilancio nel quadro del progetto aree degradate, ma come ha specificato il sindaco «saranno spesi solo in presenza di un progetto coerente»: la forte reazione al piano di svuotamento e acquisizione da parte del Comune, in prospettiva di una futura demolizione, sta suggerendo estrema prudenza sul punto. Non vi è per il momento cenno al protocollo regionale per altri 3 milioni di euro, previsto dal progetto preliminare.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tasse a parte, bloccate per legge nazionale, la scelta che la giunta illustrerà oggi pomeriggio in Commissione consiliare è di non toccare le varie imposta di soggiorno, rette scolastiche (ci sarà anzi una riduzione del 10% per le mense, negli asili per i redditi medio alti e per i fratelli) e tariffe per i servizi a domanda individuale: in controtendenza, appunto, la tariffa sosta, «visti gli investimenti che Ferrara Tua effettuerà mantenendo gratuiti parcheggi come ex Mof e via del Lavoro» ha detto Tagliani. L’ipotesi è di passare da 1,20 a 1,30 euro la prima ora delle strisce blu nella zona più vicina al centro, circa l’8% dunque, con le altre tariffe a ruota. L’altra variazione significativa sul fronte entrate è alla voce oneri di urbanizzazione, visto che si passa da 2.150.000 euro dell’anno in corso ai 4.080.000 del 2018, per poi tornare a 2.700.000 negli anni successivi. L’assessore Luca Vaccari ha parlato appunto di segnali incoraggianti dal mercato immobiliare già registrati negli atti municipali 2018, senza specificare il peso del maxi-cantiere dell’ex Palaspecchi, all’interno del quale è previsto da settembre-ottobre l’apertura di uno studentato; fare previsioni più a lungo termine però non è prudente. In uscita la variazione più rilevante è la riduzione di 1,2 milioni di trasferimenti statali per il sisma, mentre bisogna iniziare a mettere in conto la perdita di 1,4 milioni di contratti di canoni per uso dei cavidotti.
Questa sostanziale invarianza fiscale s’innesta in un quadro che, secondo l’osservatorio Cna sulla tassazione delle imprese, che mette a raffronto i capoluoghi di provincia. L’incidenza di imposte e tributi locali a livello nazionale è in media del 19,6%, un dato che a Ferrara si abbassa al 17,5%: Reggio Emilia è l’unica città emiliana a fare molto meglio, con 15,3%, Ravenna e Modena sono lì, rispettivamente con 17,4 e 17,7%. La variazione degli ultimi cinque anni è stata minima a livello nazionale, +1,8%, e Ferrara è praticamente in media: +1,7%.
Per quanto riguarda i grandi numeri, subisce un rallentamento il trend di riduzione del debito, passato dai 167,4 milioni del 2008 agli 81,9 dell’anno prossimo; bisogna però aggiungere 8,3 milioni di nuovi mutui, una tendenza che proseguirà anche nel 2019 con 11,8 milioni. Le spese di servizio del debito continueranno però a calare, sia pure in maniera poco significativa a partire dal 2019.
Tra gli interventi previsti un discorso a parte merita il Grattacielo, per riqualificare il quale l’amministrazione comunale ha introitato 2 milioni di euro dallo Stato. I soldi sono iscritti a bilancio nel quadro del progetto aree degradate, ma come ha specificato il sindaco «saranno spesi solo in presenza di un progetto coerente»: la forte reazione al piano di svuotamento e acquisizione da parte del Comune, in prospettiva di una futura demolizione, sta suggerendo estrema prudenza sul punto. Non vi è per il momento cenno al protocollo regionale per altri 3 milioni di euro, previsto dal progetto preliminare.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
