«Denis è stato ucciso, la verità è scritta»
di Annarita Bova
Caso Bergamini, l’incidente probatorio ieri mattina: il calciatore è stato soffocato e il cadavere schiacciato dal camion
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BOCCALEONE. «La prima perizia effettuata sul corpo di Denis Bergamini non ha raccontato la verità ed oggi ne abbiamo avuto la conferma». È soddisfatto l’avvocato della famiglia del calciatore morto a Roseto Capo Spulico il 18 novembre 1989, Fabio Anselmo. «Prima hanno parlato di suicidio - fa presente il legale - e nessuno ci ha mai creduto. Poi sono emerse indiscrezioni su ferite che in realtà non ci sono mai state e possiamo dire tranquillamente che Denis Bergamini è stato ucciso prima di essere coricato sotto il camion». Fabio Anselmo, assieme alla sorella di Denis, Donata, ha partecipato ieri mattina a Castrovillari all’incidente probatorio relativo alla superperizia eseguita sulla salma riesumata del calciatore. «È stato fatto un errore macroscopico - fa sapere Anselmo - La prima perizia ha indicato una lesione dall’altra parte del corpo rispetto invece a quella reale e non è mai stato rilevato il sangue nella laringe, invece presente, tipico del soffocamento».
Denis Bergamini è dunque morto soffocato? «Sì, le analisi parlano chiaro. Non solo, le fratture sul suo corpo, quelle sul lato sinistro, sono tutte post mortem. Il ragazzo è stato quindi prima ucciso e poi buttato sotto al camion per simulare il suicidio. Oggi abbiamo la verità e gli errori fatti in passato sono macroscopici. Ripeto, macroscopici». «Il risultato è riservato, ma sono molto soddisfatto di quello che hanno fatto i periti. Un lavoro egregio, eccellente dal punto di vista scientifico e adesso guardiamo avanti», ha detto il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, al termine dell’udienza. «Per noi è un giorno importante perché finalmente siamo arrivati alla verità. L’ipotesi asfissia è confermata e questo esito ha dato contorni più netti di quelli della perizia - ha aggiunto Anselmo - perché certe frasi ambigue sono state ben spiegate. I periti hanno detto che era già morto prima di essere coricato sotto il camion».
Nelle scorse settimane era emerso che i periti nominati del gip (giudice udienza preliminare) avrebbero attribuito al soffocamento con una sciarpa la causa del decesso che, in origine, era stata attribuita a un suicidio, dato che il corpo finì sotto le ruote di un camion in transito sulla statale 106 del Cosentino. Adesso, nella terza inchiesta avviata sul decesso del calciatore (le altre sono state archiviate, la prima come suicidio), sono indagati l’ex fidanzata dell’epoca del calciatore di Boccaleone, Isabella Internò, e l’autista del camion, Raffaele Pisano.
Denis Bergamini è dunque morto soffocato? «Sì, le analisi parlano chiaro. Non solo, le fratture sul suo corpo, quelle sul lato sinistro, sono tutte post mortem. Il ragazzo è stato quindi prima ucciso e poi buttato sotto al camion per simulare il suicidio. Oggi abbiamo la verità e gli errori fatti in passato sono macroscopici. Ripeto, macroscopici». «Il risultato è riservato, ma sono molto soddisfatto di quello che hanno fatto i periti. Un lavoro egregio, eccellente dal punto di vista scientifico e adesso guardiamo avanti», ha detto il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, al termine dell’udienza. «Per noi è un giorno importante perché finalmente siamo arrivati alla verità. L’ipotesi asfissia è confermata e questo esito ha dato contorni più netti di quelli della perizia - ha aggiunto Anselmo - perché certe frasi ambigue sono state ben spiegate. I periti hanno detto che era già morto prima di essere coricato sotto il camion».
Nelle scorse settimane era emerso che i periti nominati del gip (giudice udienza preliminare) avrebbero attribuito al soffocamento con una sciarpa la causa del decesso che, in origine, era stata attribuita a un suicidio, dato che il corpo finì sotto le ruote di un camion in transito sulla statale 106 del Cosentino. Adesso, nella terza inchiesta avviata sul decesso del calciatore (le altre sono state archiviate, la prima come suicidio), sono indagati l’ex fidanzata dell’epoca del calciatore di Boccaleone, Isabella Internò, e l’autista del camion, Raffaele Pisano.
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