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Stanziati 50 milioni per i risarcimenti. Fabbri (Lega): vincolati a sentenze 

Fondo azzerati, il Pd: primo passo. Risparmiatori divisi

Fondo azzerati, il Pd: primo passo. Risparmiatori divisi

L’istituzione attraverso un emendamento alla legge di Stabilità di un Fondo di ristoro per i danneggiati dai crac delle banche, di 50 milioni in due anni, divide politici e risparmiatori. Esulta a...

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L’istituzione attraverso un emendamento alla legge di Stabilità di un Fondo di ristoro per i danneggiati dai crac delle banche, di 50 milioni in due anni, divide politici e risparmiatori. Esulta a vari livelli il Pd, che ha ideato il fondo dopo l’incontro tra Matteo Renzi, il sottosegretario Baretta e gli azzerati a Ferrara. «Corrisponde agli impegni presi - ha detto il ministro Dario Franceschini - È un primo passo concreto che va nella direzione richiesta e sono fiducioso che al primo ne potranno seguire altri. Lo dobbiamo ai ferraresi che hanno perduto i risparmi di una vita». Il Fondo sarà costituito materialmente nel giro di 4 mesi e disciplinato attraverso un regolamento che dovrà selezionare tra chi ne avrà diritto, ma riguarderà anche le banche venete oltre che le quattro risolte, tra le quali Carife. Paolo Calvano, segretario regionale dem, promette che «non ci fermeremo qui, la predisposizione del fondo apre un importante varco che va percorso e allargato», ricordando la disponibilità di Baretta di «ampliare la dotazione del fondo. Questa possibilità va percorsa. Al contempo sarà importante capire i meccanismi con cui determinare i rimborsi»; secondo Calvano anche la Commissione d’inchiesta potrà «dare ulteriori elementi per rafforzare giuridicamente e finanziariamente l’azione di tutela degli azionisti truffati». Il segretario provinciale Pd, Luigi Vitellio, dopo aver chiarito che il fondo riguarda «sia i possessori di azioni che di obbligazioni», ammette: «Queste risorse non basteranno a coprire tutte le necessità, ma l’aver creato questo strumento pone le basi di un percorso duraturo e strutturale».

È il contrario di quanto afferma Alan Fabbri, capogruppo regionale leghista: «Cinquanta milioni per risarcire tutti i risparmiatori d’Italia sono una cifra ridicola. E le modalità di accesso al fondo pesano ancora una volta su chi ha subìto il danno. Non prendiamo in giro chi è stato massacrato dal Salvabanche». I conti per Fabbri sono presto fatti, «se il provvedimento fosse destinato esclusivamente a Carife, ad ogni azzerato spetterebbero soltanto pochi euro. Invece il fondo dovrebbe rimborsare addirittura tutti». Ma c’è di più: secondo il leghista, «l’accesso al ristoro è previsto solo per i risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto riconosciuto con una sentenza passata in giudicato».

Questa interpretazione non è condivisa da Roberto Zapparoli (Federconsumatori): «Non ci risultano collegamenti con i processi penali in corso, tanto che si parlava di utilizzare gli arbitrati. Certo i tempi saranno lunghi, inoltre saranno utilizzati i conti dormienti ma dovranno implementarli le banche: prendiamo comunque atto di questo primo passaggio». Molto più drastica Milena Zaggia (No Salvabanche) che ha seguito tutto l’iter: «È un affronto che non ci aspettavamo, era stato proposto un plafond di 2 miliardi e arrivano 50 milioni... Per fortuna non si parla più di finanziarli con lo smobilizzo degli Npl. In ogni caso non bisogna mollare ora». Il 6 dicembre round in Commissione d’inchiesta. (s.c.)

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