Il ponte bailey che tiene in ansia due comunità
di Marcello Pulidori
Dal 3 novembre è chiuso, passano solo ciclisti e pedoni L’assessore Modonesi: «C’è l’ipotesi di un viadotto nuovo»
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Un ponte. Due comunità. Due punti di vista. Cocomaro di Cona e Cocomaro di Focomorto vive in questi giorni una vera dicotomia: da una parte i favorevoli alla chiusura del ponte Bailey (il nome viene dal suo ideatore, l'ingegnere britannico Donald Bailey) di Via Golena, dall’altra i contrari. Senza mezze misure. Dicotomia di cui lo stesso Comune (nella persona dell’assessore Aldo Modonesi, «Mi arrivano mail con opposte posizioni») è consapevole. D’altro canto la viabilità non è materia da sfumature o giri di parole. Il ponte, dallo scorso 3 novembre, è chiuso. Possono transitare soltanto bici e pedoni. «Provvedimento necessario - spiegava ieri alla Nuova Ferrara l’assessore alla viabilità - in quanto la cosiddetta “pancia” del ponte non dà le necessarie garanzie di tenuta per le auto». I ponti di questo tipo hanno sicuramente un vantaggio: essendo viadotti (pensati alle origini per un utilizzo militare, poi estesosi alla ordinaria viabilità) di ridotte dimensioni e costruiti con elementi modulari (in questo caso di Cocomaro, travi reticolari in acciaio), possono essere montati con grande velocità. »Per questo - entra nel merito Modonesi - stiamo anche valutando l’ipotesi di comprare e montare un nuovo ponte Bailey. Il costo? Siamo attorno ai 150 mila euro». Una spesa, fa capire l’esponente della Giunta comunale, che potrebbe anche essere affrontabile, «tenendo conto - aggiunge - che si tratta di strutture che durano perlomeno 50 anni». Modonesi annovera tra le ipotesi anche una nuova urbanizzazione, «ma i tempi in questo caso rischiano - spiega - di essere più lunghi a causa dei vari iter amministrativi». E i residenti, che pensano? «Noi da questa parte - risponde Monia Pontecchiani - vediamo la chiusura del ponte, tutto sommato, come una liberazione. Chi sta dall’altra parte, verso via della Ginestra, denuncia, invece, disagi in quanto per raggiungere l’ospedale deve fare circa 2 chilometri in più».
Infine Modonesi aggiunge una notizia molto importante: «Stiamo effettuando, con l’ausilio di fior di esperti, controlli sulla tenuta e stabilità di 40 tra ponti e cavalcavia del territorio comunale. Siamo tra i pochissimi Comuni a fare una opera di questo tipo. E - conclude Modonesi - dove sarà necessario, interverremo immediatamente».
Infine Modonesi aggiunge una notizia molto importante: «Stiamo effettuando, con l’ausilio di fior di esperti, controlli sulla tenuta e stabilità di 40 tra ponti e cavalcavia del territorio comunale. Siamo tra i pochissimi Comuni a fare una opera di questo tipo. E - conclude Modonesi - dove sarà necessario, interverremo immediatamente».
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