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Stop agli allagamenti grazie alla vasca pronta a Ponte Alto

Stop agli allagamenti grazie alla vasca pronta a Ponte Alto

L’infrastruttura predisposta ad accogliere l’acqua in eccesso Al via la seconda parte del piano di prevenzione idraulica

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CENTO. Dopo la vasca interrata in via San Rocco, sono quasi completati i lavori per la vasca di espansione a Ponte Alto. In caso di emergenza e rischio allagamenti, la vasca è pronta ad accogliere acqua. Completato il primo stralcio, ora però Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e Comune di Cento guardano avanti, alla realizzazione della seconda parte del piano di prevenzione e sicurezza idraulica del Centese. Da entrambi, un impegno congiunto e condiviso nell'andare a reperire i fondi necessari al completamento del progetto.

A spiegare il piano studiato per Cento, e tracciare le aspettative in ottica di futura programmazione, il presidente del Consorzio Franco Dalle Vacche, assieme a Riccardo Roversi, direttore generale e Valeria Chierici, capo sezione A progettazione e lavori, interventi lunedì al corso Utef sulla sicurezza idraulica del Centese.

Quasi completati i lavori per il nuovo invaso di collegamento tra il Condotto Generale e l'area (di circa 7,2 ettari) di Ponte Alto che servirà da cassa d'espansione capace di contenere parte delle acque in occasione di precipitazioni intense. «Le opere idrauliche più importanti sono fatte - ha spiegato la Chierici -, compreso il collegamento con il Canale di Cento. In caso di emergenza, la paratoia è pronta per essere aperta. La vasca è pronta ad accogliere acqua. Mancano ad oggi il manufatto idraulico che consentirà l'apertura automatica della cassa dal Condotto generale e le piantumazioni dell'area umida, oltre al passaggio sotto via Ponte Alto. L’impresa ha ricominciato a lavorare nei giorni scorsi. La fine è prevista entro febbraio». Ora la priorità: reperire finanziamenti per proseguire. L’idea progettuale avanzata del Consorzio prevede opere per circa 10-12 milioni di euro. «Oltre agli interventi di Hera sul sistema fognario, occorre realizzare - riferisce Dalle Vacche - un sistema che intercetti l’acqua e l’allontani al di fuori dei canali di bonifica tombinati, diventati di fatto fogne, della città. Poi il collegamento ad un bypass che preveda il passaggio delle acque a monte all'esterno dalla rete cittadina. A seguire, la realizzazione di altre casse di espansione nell'area dell'argine traversante. Tuttavia, solo a fronte di un impegno pubblico chiaro e la certezza di finanziamenti, sarà avviata la progettazione effettiva». Per il sindaco Fabrizio Toselli, un secondo step necessario, in modo da rendere l’esistente funzionale ed efficace. E la conferma: «La ricerca di risorse coinvolgerà anche i tavoli regionali. Più volte ne abbiamo discusso con l’assessore regionale Paola Gazzolo, anche nell’ambito di un percorso funzionale all’assetto idraulico complessivo del territorio». Poi la proposta del Consorzio di Bonifica, che «potrebbe accendere mutui per qualche milioni di euro, per svolgere interventi locali ma di valore, senza pesare sui consorziati essendo un finanziamento pubblico. Si attiverebbe lavoro, quindi occupazione e reddito, ritorno fiscale come Irpef ed Iva, un circolo virtuoso. Una proposta, che il Consiglio consortile ha presentato alle forze politiche locali e a livello nazionale. Una proposta - rilancia Dalle Vacche - che dovrebbe trovare convergenza d’intenti, aldilà delle appartenenze politiche. Contiamo possa essere colta dal prossimo governo». Una proposta ritenuta interessante anche dal sindaco Toselli, per «la possibilità di concretizzare interventi importanti e sentiti per il territorio».

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