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Ferrara

«Un tavolo tra le imprese per ricucire lo strappo»

di Gian Pietro Zerbini
«Un tavolo tra le imprese per ricucire lo strappo»

Confagricoltura chiede chiarimenti dopo l’appoggio dei commercianti a Ravenna Confartigianato critica: vicenda nata male e finita peggio. Ma Cna spera ancora

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Qualcosa si è rotto e si sta cercando con non poca fatica di ricomporre i cocci. Dopo la scelta di Ascom e Confesercenti di appoggiare il candidato ravennate alla presidenza della nuova Camera di Commercio, si avverte un momento di smarrimento tra le associazioni di categorie economiche del territorio ferrarese. Cna denuncia un mancato rispetto dei patti soprattutto sull’appoggio che si doveva dare alla candidatura di Paolo Govoni al vertice della nuova Camera unita. Le associazioni del commercio e del turismo replicano dicendo che il sacrificio di Govoni è doloroso ma comunque inevitabile, visto che Ravenna facendo leva sul favorevole rapporto di forza, avrebbe preteso comunque la presidenza. Gli altri attori sono stati un po’ spiazzati e chiedono lumi. Si riuscirà a ritrovare lo spirito di coesione o si assisterà a nuove frizioni? La domanda va girata alle associazioni.

«Attendiamo la convocazione del tavolo dell’imprenditoria - annuncia Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura Ferrara - per capire le ragioni del cambiamento di rotto delle due associazioni del commercio in merito ad un accordo condiviso che poggiava su quattro punti. Ora con l’appoggio di Ascom e Confesercenti al candidato alla presidenza di Ravenna, viene meno uno dei quattro punti su cui si poggiava l’obiettivo delle associazioni ferraresi, che aveva puntato proprio su Govoni come presidente della nuova Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Penso sia necessario un confronto comune per cercare la maniera di far uscire Ferrara da questa situazione nel miglior modo possibile. I rapporti con Ravenna sono buoni, occorre puntare anche a far rispettare pure gli equilibri all’interno di giunta e consiglio camerale e anche il diritto di tribuna con la possibilità per tutte e dieci le associazioni ferraresi di essere rappresentate nel nuovo consiglio».

«Sono dell’opinione che alla guida della Camera di Commercio ci voglia un imprenditore e non un funzionario - dichiara Giuseppe Vancini, direttore della Confartigianato - e questa partita è nata male e finisce peggio per Ferrara che non ha trattato preventivamente. Io nuovo vicepresidente dopo la rinuncia di Govoni? Sarebbe una soluzione sconveniente anche perché la mia associazione era per unirsi con Modena e non con Ravenna. L'accordo raggiunto da Ascom e Confesercenti per sostenere il candidato alla presidenza ravennate Paolo Guberti, anziché il ferrarese Paolo Govoni, segna una brutta pagina della nostra politica economica. Ci dice innanzitutto che la parola data non vale nulla, perché può essere ritirata in qualsiasi momento e mascherata con ragioni di benefici territoriali che, sappiamo, non reggono e sono fittizi. Ancora, è conferma che si è guardato a Ravenna con troppa superficialità, senza sondare fino in fondo quelli che sarebbero stati i vantaggi per Ferrara, senza una strategia, senza una trattativa vera, che va fatta in anticipo, non dopo. E così, Ferrara, perde oggi sia sede che rappresentanza. Per quanto ci riguarda, come Confartigianato, abbiamo sempre manifestato la nostra contrarietà a un accorpamento con Ravenna, preferendo guardare per ragioni economiche a Modena. Oggi più che mai siamo soddisfatti di non avere sacrificato la nostra coerenza. E continueremo a lavorare nell'interesse e a salvaguardia delle imprese ferraresi».

Intanto Cna non considera la partita ancora persa: «C’è tempo e potrebbero esserci della sorprese», dichiara sibillino il direttore della Cna, Diego Benatti. Anche se a nord del Rubicone il dado ormai è tratto.

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