Chili di droga nel casolare Nei guai sportivi di serie A
Denunciati per coltivazione di marijuana i fratelli Luigi e Alessandro Dordei Il primo un cestista, l’altro era nel Sama Portomaggiore fino all’anno scorso
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PORTOMAGGIORE . Il casolare-laboratorio e serra di droga era stato perlustrato e scoperto ai tempi della caccia a Igor, in aperta campagna, a Portomaggiore: i carabinieri, come avvenuto per tanti altri fatti e in tante altre occasioni, scoprirono in tutto il Portuense una serie di attività illegali, fino ad allora mai venute alla luce. In quel rustico in aperta campagna c’era un laboratorio per la coltivazione di droga, cannabis: al momento dell’irruzione vennero trovati “solo” tre chili di roba, e attrezzature per il fai date della coltivazione, per un valore di svariate decine dei migliaia di euro. Un laboratorio secondo le prime stime valutative, sulla base della droga trovata (i 3 chili) e soprattutto i resti delle coltivazioni (i fusti delle piante senza più le foglie e le infiorescenze, gli scarti dopo il raccolto) che produceva anche fino a 50 chili di droga.
A scoprire il tutto erano stati carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Portomaggiore che dopo aver avuto conferma e riscontri sulla gestione della piantagione, hanno denunciato due fratelli, Luigi e Alessandro Dordei, due sportivi di altissimo livello: il primo, 36 enne giocatore di basket in serie A (oggi in forza alla squadra di Ozzano in serie C) e il secondo giocatore di pallavolo, fino allo scorso anno al Sama Portomaggiore e oggi al Volley Porto Viro (nel Rodigino). La denuncia nei loro confronti è stata presentata alla procura cittadina e l’indagine è ora seguita dalla pm Ombretta Volta che valuterà le posizioni dei due fratelli per quanto riguarda l’eventuale processo per il reato di coltivazione illegale di marijuana, detenzione ai fini di spaccio, non certo per uso personale.
I due fratelli entrambi originari del Lazio, sono stati denunciati alla procura nella giornata di ieri a conclusione di un’indagine che ha messo in luce, nei mesi scorsi, il casolare individuato nei controlli dei Carabinieri in tutte le campagne alla caccia del killer, Igor Vaclavic/Nobert Feher: la piantagione era stata smantellata (a fine crescita) e venne alla luce all’interno di questo casolare. All’interno un laboratorio per la coltivazione illegale di marijuana, realizzato all’interno della casa di oltre 200 metri quadri (magazzino, piano terra e primo piano) che al momento del controllo è risultata disabitata: allora furono sequestrati 3 kg circa di marjuana nonché tutte le attrezzature tipiche e necessarie per la relativa coltivazione (lampade, generatori di corrente, bruciatori per riscaldare gli ambienti, contenitori di acqua, etc), attrezzatura per un valore di diverse migliaia di euro. La sostanza risultò avere un buon principio attivo, tanto da poter corrispondere a circa 20mila dosi (la valutazione ipotetica della produzione globale).
L’attività investigativa ha permesso - spiegano gli inquirenti - di accertare piena responsabilità dei due fratelli sull’attività illecita, per cui dovranno rispondere del reato contestato davanti agli uffici giudiziari ferraresi.
A scoprire il tutto erano stati carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Portomaggiore che dopo aver avuto conferma e riscontri sulla gestione della piantagione, hanno denunciato due fratelli, Luigi e Alessandro Dordei, due sportivi di altissimo livello: il primo, 36 enne giocatore di basket in serie A (oggi in forza alla squadra di Ozzano in serie C) e il secondo giocatore di pallavolo, fino allo scorso anno al Sama Portomaggiore e oggi al Volley Porto Viro (nel Rodigino). La denuncia nei loro confronti è stata presentata alla procura cittadina e l’indagine è ora seguita dalla pm Ombretta Volta che valuterà le posizioni dei due fratelli per quanto riguarda l’eventuale processo per il reato di coltivazione illegale di marijuana, detenzione ai fini di spaccio, non certo per uso personale.
I due fratelli entrambi originari del Lazio, sono stati denunciati alla procura nella giornata di ieri a conclusione di un’indagine che ha messo in luce, nei mesi scorsi, il casolare individuato nei controlli dei Carabinieri in tutte le campagne alla caccia del killer, Igor Vaclavic/Nobert Feher: la piantagione era stata smantellata (a fine crescita) e venne alla luce all’interno di questo casolare. All’interno un laboratorio per la coltivazione illegale di marijuana, realizzato all’interno della casa di oltre 200 metri quadri (magazzino, piano terra e primo piano) che al momento del controllo è risultata disabitata: allora furono sequestrati 3 kg circa di marjuana nonché tutte le attrezzature tipiche e necessarie per la relativa coltivazione (lampade, generatori di corrente, bruciatori per riscaldare gli ambienti, contenitori di acqua, etc), attrezzatura per un valore di diverse migliaia di euro. La sostanza risultò avere un buon principio attivo, tanto da poter corrispondere a circa 20mila dosi (la valutazione ipotetica della produzione globale).
L’attività investigativa ha permesso - spiegano gli inquirenti - di accertare piena responsabilità dei due fratelli sull’attività illecita, per cui dovranno rispondere del reato contestato davanti agli uffici giudiziari ferraresi.
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