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Costruzione moderna anche a Palazzo Massari

Costruzione moderna anche a Palazzo Massari

Uno snodo nel giardino per il collegamento con la palazzina Cavalieri di Malta Verrà ripristinata la relazione tra l’edificio e il parco abbattendo il muro

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L’architettura che deve coniugare antico e contemporaneo in un contenitore espositivo che dovrà ospitare tra qualche i quadri della Belle Epoque di Boldini e anche frammenti, spesso in bianco e nero, dell’arte cinematografica di Michelengelo Antonioni, le tele dei pittori ferraresi dell’ Otto/Novecento con inquadrature sprimentali della video arte.

In attesa di un restauro ancora prima del 2012 e poi reso inagibile dal sisma, anche il complesso di Palazzo Massari e della Palazzina Cavalieri di Malta, attualmente oggetto di un primo intervento di miglioramento strutturale, sarà interessato da un’importante opera di riqualificazione architettonica che lo restituirà alla pubblica fruizione profondamente rinnovato.

La selezione è stata attuata mediante procedura negoziata ristretta europea in 2 fasi alla quale hanno partecipato 39 studi di rilievo internazionale. Vincitore è lo Studio ABDR Architetti Associati di Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri e Filippo Raimondo, che ha rappresentato l’Italia all’Esposizione Universale di Shangai nel 2010 e autore di opere riconosciute di interesse nazionale dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’intervento proposto da ABDR, coerente con il progetto preliminare voluto nel 2014 dall’Amministrazione comunale di Ferrara e già approvato dalla Soprintendenza, propone un restauro che renderà fruibile l’intero complesso permettendogli di ospitare le collezioni otto-novecentesche della città secondo più nuovi e funzionali percorsi espositivi. L’intervento prevede l’ammodernamento degli spazi già occupati dalle collezioni e la riqualificazione delle aree che in precedenza non erano interessate dal percorso museale, ampliando la superficie espositiva, migliorando le condizioni di presentazione delle opere e la collocazione di fondamentali servizi al pubblico prima assenti, dalla didattica alle aree di studio, dal bookshop al bar-caffetteria.

La costruzione di un nuovo corpo di snodo, in posizione centrale rispetto alle due fabbriche che compongono il palazzo, quella cinquecentesca del Massari e quella settecentesca della Cavalieri di Malta, metterà in collegamento i vari musei. Un nuovo e articolato percorso condurrà infatti i visitatori dal Museo dell’Ottocento attraverso il Museo Giovanni Boldini fino alle collezioni novecentesche che, oltre al già noto Museo “De Pisis”, presenteranno al pubblico rilevanti capitoli della storia artistica ferrarese del secolo scorso, mai esposti prima per mancanza di spazi e oggetto di recenti campagne di tutela e valorizzazione: tra queste, l’esperienza internazionale del Centro Videoarte, le acquisizioni rese possibili dalla stagione espositiva della direzione Farina o l’affascinante parabola creativa di Michelangelo Antonioni.

Analogamente all’intervento che interesserà Palazzo dei Diamanti, anche quello di Palazzo Massari avrà una forte connotazione urbanistica. Sarà infatti ripristinata l’originaria relazione tra palazzo e l’adiacente parco abbattendo il muro che separa le due aree verdi e proponendo, come accesso principale al giardino, proprio l’ingresso monumentale del rinnovato complesso museale.



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