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«Una crescita da riequilibrare»

«Una crescita da riequilibrare»

Assemblea di Confcooperative: ripresa, ma aumentano anche le diseguaglianze

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Riequilibrare la crescita. Ruolo e prospettive della Cooperazione. Questo il tema della giornata dedicata all'assemblea annuale di Confcooperative Ferrara che si è tenuta ieri presso il Palazzo della Racchetta, alla presenza di numerosi rappresentanti del mondo politico ed economico locale.

«Nel nostro Paese registriamo sì una crescita - aveva introdotto nei giorni scorsi Roberto Crosara presidente di Confcooperative Ferrara - , ma non uguale per tutti. Questo accade a livello nazionale con ovviamente declinazioni sui territori regionali e provinciali, come può essere il nostro», la forbice di diseguaglianza tra ricchi e poveri è evidente, la cooperazione si propone e si pone come elemento di riequilibrio ma anche di indirizzo per la difesa del lavoro e per l'occasione dell'annuale Assemblea, Confcooperative ha pensato di chiedere all'economista Leonardo Becchetti Professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata gli strumenti per orientarsi nei meandri della burocrazia prima causa delle difficoltà delle nostre imprese.

«Gli strumenti per difendere il lavoro oggi sono diversi dal passato – spiega Becchetti nel suo intervento - Quelli a prova di dipendenza dall'estero sono tutti dal lato della domanda, non dell’offerta. Come governo centrale, per fare un esempio, posso decidere di votare col portafoglio nelle decisioni di appalto stabilendo requisiti minimi di dignità del lavoro e tutela ambientale. In questo modo non produco nessuna fuga ma favorisco al contrario la vincita dell’appalto per le aziende che danno dignità del lavoro, da qualunque paese provengano. “la green o social consumption tax è un altro strumento fondamentale», ha detto il docente universitario e per farsi capire meglio utilizza l'esempio di un produttore agricolo italiano che rispetta tutte le regole del paese e che si trova a competere con prodotti agricoli provenienti da altri paesi del mondo che quelle regole non le rispettano. Una nuova legge in Italia che alza le tutele sulla qualità del prodotto agricolo in questo modo aumenta ancora più lo squilibrio competitivo rischiando di metterlo di fronte ad una tragica alternativa, rispettare le nuove regole rischiando di fallire o puntare sul nero e sullo sfruttamento nel nostro paese. È chiaro, sottolinea Becchetti, che la risposta giusta sarebbe quella di alzare di 5-10% l’Iva sui consumi per prodotti provenienti da altre parti del mondo che non rispettano i nostri standard e le nostre tutele. Facendo così il bene dei produttori, dei lavoratori ma anche di quelli che lavorano nelle aziende concorrenti in altri paesi del mondo».

Crosara nella sua presentazione ha sottolineato anche la costante disoccupazione del territorio ferrarese che si assesterebbe attorno al 10/11% , percentuale doppia della media regionale e ha rimarcato la grande paura della marginalizzazione del territorio ferrarese in queste ore ancora più rischioso dopo gli accordi disattesi riguardanti la fusione delle Camere di Commercio di Ferrara e Ravenna (evocate ma mai direttamente citate) e che mette Confcooperative di Ferrara nella condizione di “spettatori di un voltafaccia” inaspettato.

Lauro Casoni

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