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I ragazzi si rimandano in Aids: «Di pratica non sappiamo molto»

I ragazzi si rimandano in Aids: «Di pratica non sappiamo molto»

I millenials alla prova delle domande poco ortodosse Scuola prima fonte d’informazione, ma a livello teorico

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I millennials, cioè i nati tra il 1980 e il 2000, sembrano non avere molta conoscenza della prevenzione del virus dell’Hiv, mentre possiedono più conoscenze teoriche e scientifiche. Un esempio? Alcune domande che gli stessi studenti invitati ieri alla Sala Boldini per partecipare all’incontro formativo “Proteggiamoci dal virus e dallo stigma” nell’ambito della giornata mondiale contro l’Aids, hanno posto in forma scritta e anonima alle professioniste medico ospedaliere. Quesiti come «si può prendere l’Hiv anche con un rapporto orale?», «come si mette il condom?», «il profilattico si può rompere?», «riguarda anche i rapporti omosessuali tra donne?». Tra le testimonianze raccolte, quelle di alcuni studenti di 3A del liceo classico Ariosto, tra cui Giovanni, Enrico e Mattia, che spiegano come dell’argomento Hiv «si parli poco, alcune cose le stiamo imparando oggi con questo incontro, mentre a scuola si parla sopratutto dell’aspetto scientifico e storico della malattia. Ci informiamo per conto nostro, anche guardando film come Philadelphia, ma di prevenzione si sa ben poco». Sulla trasversalità della malattia, che colpisce sia eterosessuali che omosessuali, i tre ragazzi concordano. Andrea di 3A sempre del liceo Ariosto racconta che «prima dell’incontro abbiamo affrontato l’argomento a scuola, per cui abbiamo competenze per affrontare il tema. Le informazioni le imparo dalla scuola, poi dal quotidiano, perché se ne parla spesso tra amici. L’evento di oggi sicuramente ci ha arricchito a livello di conoscenza pratica».

Chi dimostra di essere bene informata è Giulia, dell’Istituto Einaudi. «Noi abbiamo studiato il virus e la sua diffusione dall’inizio del nostro percorso scolastico perché seguiamo l’indirizzo socio-sanitario e anche in seconda abbiamo partecipato a questo evento. Poi anche mia mamma me ne ha parlato molto». Giorgia e Carlo del Bachelet raccontano che in seconda hanno fatto un incontro con «delle psicologhe hanno trattato di prevenzione e trasmissione. Come fonti di conoscenza abbiamo la scuola, gli amici, il consultorio». Claudia e Stella di 3A del liceo Ariosto confermano che di Hiv si è parlato a scuola attraverso lo studio delle scienze, «e la scuola rimane la nostra principale fonte di informazione».

Laura Sighinolfi, (Malattie infettive) he rivelato che sono 648 i pazienti, con 21 nuove diagnosi e un’età media di 25 anni; per il 95% dei casi la malattia è stata contratta per via sessuale.

Veronica Capucci

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