le parole del vescovo gian carlo perego alla funzione
Il funerale di don Margutti. «Aveva perso la serenità»
«Chi ama tutto sopporta, tutto crede, tutto spera e perdona. La carità non finirà mai». In queste parole scelte per ricordare don Andrea Margutti c'è racchiuso il difficile vissuto del sacerdote. Lo...
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«Chi ama tutto sopporta, tutto crede, tutto spera e perdona. La carità non finirà mai». In queste parole scelte per ricordare don Andrea Margutti c'è racchiuso il difficile vissuto del sacerdote. Lo ha sottolineato l'arcivescovo, Gian Carlo Perego, ieri durante il rito funebre celebrato nella chiesa di Santo Spirito gremita di fedeli e di sacerdoti. «Don Andrea è cresciuto in questa comunità - ha esordito nell'omelia al Vangelo di Giovanni dove è scritto che chiunque crede in Dio avrà la vita eterna - e proprio partecipando alla vita di questa comunità è scaturito in lui il desiderio di diventare sacerdote nel 2008 , come scrisse in un articolo apparso sulla Voce, lasciando una professione sicura ed un avviato studio da commercialista. Quando l'ho incontrato recentemente ho visto in lui tanta sofferenza e il desiderio di un recupero della serenità che aveva perduto; ma tu sei e sarai un sacerdote in eterno ed oggi è il giorno della tua resurrezione». Poi a bara è stata portata in Certosa dopo la lettura da parte del vicario Manservigi dei due telegrammi di monsignor Negri, ex vescovo di Ferrara, e monsignor Andrea Turazzi che lo ebbe collaboratore nella chiesa della Sacra Famiglia. «E' stato un grande amico del Rione di S. Spirito - ha ricordato Gabriele Mantovani - e quando divenne parroco si adoperò per riavvicinare la Contrada alla parrocchia e fu sempre presente per celebrare le funzioni religiose nella chiesa di S. Maria della Consolazione di via Mortara, a noi affidata. Era una persona che amava stare in compagnia e noi vogliamo ricordarlo così allegro e sorridente».
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